| Scegliere la
giusta inquadratura, riconoscere e sfruttare il tipo di luce,
padroneggiare le funzioni speciali della fotocamera. In quest'ultima
lezione completiamo la rassegna delle tecniche per creare
una buona fotografia digitale.
Una buona fotografia nasce innanzi tutto nel
momento dello scatto.
Le potenzialità delle fotocamere digitali moderne sono
tali da produrre risultati ottimi anche con una conoscenza
relativamente modesta della tecnica fotografica, tuttavia
bisogna conoscerle e saperle attivare. Nelle due lezioni precedenti
abbiamo visto alcuni elementi essenziali che entrano in gioco
al momento di scattare una fotografia: la messa a fuoco e
l'esposizione, cioè il calcolo della giusta combinazione
tra tempo di posa e quantità di luce che passa attraverso
l'obiettivo in modo da ottenere un'immagine naturale e al
tempo con dettagli visibili sia nelle zone più illuminate
(luci) sia nelle zone più scure (ombre).
In questa lezione ci dedicheremo ad aspetti altrettanto importanti:
la composizione dell'immagine e
l'uso ottimale del tipo di luce disponibile.
Nella composizione è il fotografo che fa la differenza,
mentre per quel che riguarda la luce, spetta alla fotocamera
fare gran parte del lavoro, anche se talvolta bisogna "aiutarla".
Per il nostro lavoro sul campo abbiamo scelto due fotocamere
molto diverse tra loro: la Coolpix 5700
con una risoluzione di 5 megapixel e un livello di
programmabilità molto elevato, la classica macchina
per l'appassionato di fotografia o per il professionista,
e la Coolpix 4500 con una risoluzione
di 4 megapixel, il corpo snodato e una schiera di programmi
già pronti per far fronte alle situazioni più
comuni e più critiche: un ritratto o un paesaggio,
sia diurno che notturno, il controluce, i fuochi d'artificio,
una foto sulla spiaggia oppure sulla neve, una visita al museo,
un panorama e altro ancora. Una macchina per chi bada al risultato
e non vuole conoscere i dettagli tecnici di una foto.
Usare l'obiettivo al meglio
Comporre un'immagine significa disporre i vari elementi
all'interno della fotografia, scegliendo cosa tenere al centro
all'inquadratura e cosa ai lati, e che importanza dare a un
elemento piuttosto che a un altro. La posizione e la grandezza
del soggetto, lo sfondo, l'eventuale linea dell'orizzonte,
tutto ciò che appare contribuisce alla composizione.
Esistono alcune regole pratiche che riportiamo nel riquadro
sui consigli per l'esposizione. Come realizzarle praticamente?
Usate al meglio la funzione di zoom offerta con la vostra
fotocamera digitale. Ne esistono di due tipi: zoom
digitale e zoom ottico.
Il primo è disponibile su tutte le fotocamere, ma
è anche il meno pregiato, il secondo richiede un particolare
tipo di obiettivo, estensibile, che viene montato solo sulle
fotocamere più costose. In alternativa ci si può
anche avvicinare e allontanare dal soggetto, ma il risultato
non sarà lo stesso.
Infatti al variare della lunghezza dell'obiettivo cambia
l'angolo di visione, come si
può facilmente osservare allungando e accorciando uno
zoom ottico. I vari possibili angoli di visione ricadono in
tre grandi categorie: grandangolo,
che come dice il nome offre l'angolo di visione più
ampio, normale, che riproduce
l'angolo di visione tipico dell'occhio umano (46 gradi) e
tele, che offre l'angolo di visione
più ristretto.
Il grandangolo allarga la visuale permettendoci d'inserire
nella foto molti più oggetti di quanti ne vedremmo
ad occhio nudo e, per farlo, li allontana, riducendo le dimensioni
relative del soggetto rispetto allo sfondo. È adatto
per i panorami e per le foto in interno dove gli spazi di
movimento siano limitati.
Il normale propone una visione familiare. Ci fa vedere ciò
che vedremmo ad occhio nudo, con le proporzioni e le distanze
che ci appaiono abituali. Va bene un po' per tutto, panorami,
ritratti, foto ravvicinate.
Il tele infine avvicina il soggetto escludendo gran parte
dello sfondo. Nasce per fotografare oggetti lontani che sarebbero
poco visibili ad occhio nudo e ai quali è difficile
avvicinarsi oppure per concentrare l'attenzione sul soggetto
eliminando qualsiasi elemento di distrazione sullo sfondo.
È particolarmente indicato per i ritratti poiché,
comprimendo le distanze tra gli oggetti e appiattendo le proporzioni,
elimina o attenua difetti fisici evidenti come un naso troppo
grosso. Inoltre, riducendo la profonditàdi campo (vedi
la lezione precedente) sfuma lo sfondo facendo risaltare il
soggetto. Naturalmente esistono vari tipi di tele e ciascuno
ha le sue applicazioni particolari.
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Comando
della funzione di zoom
Il tasto di comando dell'obiettivo zoom sulla Nikon Coolpix
5700. La levetta ha due movimenti possibili: si abbassa
verso sinistra o verso destra. Premendo l'estremo di sinistra,
dove compare la lettera "W" (grandangolo), l'angolo
di visione si allarga, viceversa se premiamo l'estremo
di destra contrassegnato con "T" (tele). |
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Un obiettivo zoom, del tipo montato sulle fotocamere digitali,
permette di passare da grandangolo, a normale e a tele con
facilità. Basta azionare la leva di comando a due posizioni,
che solitamente riporta "W"
per wide (grandangolo) e "T",
sul dorso della macchina e scegliere l'angolo di visione che
in quel momento ci pare più congeniale. Quando si regola
la posizione dell'obiettivo, solitamente la macchina modifica
l'assetto del mirino ottico per seguire le variazioni nell'angolo
di visione, tuttavia il mirino ottico, che è riportato
a fianco dell'obiettivo, tende a diventare inaffidabile a
mano a mano che ci si avvicina al soggetto.
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Mirino
ottico e display
Il mirino ottico adatta la propria inquadratura al variare
del campo di visione dell'obiettivo zoom. Permette di
lavorare in qualsiasi condizione di luce risparmiando
l'energia della batteria, tuttavia offre una vista imprecisa
e molto approssimativa quando ci troviamo molto vicini
al soggetto. In tale circostanza conviene attivare il
display posteriore che, a fronte di un maggiore consumo
delle batterie, ci offre un quadro sempre fedele di ciò
che viene percepito dal sensore. |
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Il modo migliore per controllare l'inquadratura è
guardare il display elettronico,
dove compare fedelmente l'immagine percepita dal sensore,
oppure il mirino elettronico,
del tipo montato sulla Coolpix 5700, che mostra la stessa
immagine che comparirebbe sul display, ma consuma meno energia.
Sul display compare anche una barra
a riempimento progressivo che indica la posizione della
lente rispetto ai due estremi della sua corsa tra posizione
grandangolare massima e posizione tele massima, passando per
tutti i gradi intermedi. In tal modo abbiamo un'indicazione
approssimativa e immediata di dove ci troviamo. La stessa
barra c'informa anche quando, dopo aver raggiunto il massimo
dello zoom ottico, stiamo entrando nella zona dello zoom digitale.
Nelle fotocamere che usiamo d'esempio, la segnalazione del
passaggio avviene mediante un cambiamento di colore della
barra, da bianca e gialla, e mediante l'aggiunta di un segmento
alla destra della barra di segnalazione.
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Indicatore
di zoom sul display
Quando modifichiamo il livello di zoom dell'obiettivo,
sul display compare una barra contrassegnata "W"
e "T" con un riempimento variabile per indicare
la posizione dell'obiettivo rispetto ai due estremi. Qui
vediamo il display di una Coolpix 4500 che mostra come
ci siamo spinti al massimo dell'ingrandimento ottico concesso
dall'obiettivo e siamo entrando nella zona dello zoom
digitale. Notate che la barra da bianca è diventata
gialla e che il riempimento ha superato una prima tacca
intermedia (che indica il massimo dello zoom ottico) e
sta proseguendo verso destra a riempire la parte restante
del vuoto che contrassegna lo zoom digitale. |
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