| Una delle prerogative che alcune
digitali hanno messo alla portata di tutti è la produzione
di fotografie panoramiche. A
meno di usare costosissime fotocamere a pellicola appositamente
concepite, il modo più pratico ed economico per produrre
un panorama consiste nell'unire diverse fotografie contigue
così da creare una singola grande immagine. Per il
fatto che le immagini devono unirsi con precisione, è
meglio usare un treppiede e assicurarsi che la fotocamera
sia in "bolla" ossia che non risulti inclinata da
un lato o dall'altro, altrimenti ne risulterà un panorama
"sbilenco". Tuttavia, se non avete il treppiede
e volete comunque tentare di produrre un panorama, accontentandovi
di un risultato non eccellente, le digitali moderne vi permettono
di lavorare anche a mano libera. Come? Presentandovi sul display
una porzione "sbiadita"
della foto appena scattata così da poterla usare per
combaciare gli elementi ancora visibili e produrre una nuova
foto che si sovrappone per 1/3 a quella vecchia.
In tal modo ci saranno abbastanza informazioni per unire
automaticamente le foto una volta terminata la sequenza, usando
software forniti solitamente a corredo con la fotocamera dotata
di questa funzione. Noi abbiamo scelto la Coolpix 4500 che
consente di realizzare panorami sia verticali sia orizzontali
e di scegliere il verso di movimento (da sinistra a destra,
da destra a sinistra, dall'alto in basso e dal basso in alto).
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La funzione panorama
assist
La Coolpix 4500 dispone di un a modalità di funzionamento
automatica con 16 programmi pre-impostati. Uno di questi
si chiama panorama assist e consente di realizzare foto
panoramiche. |
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Costruire la sequenza
sul display
Qui vediamo il display della 4500 durante una sequenza
di scatti realizzati con la modalità panorama assist.
Notate che un terzo dell'immagine, sul lato sinistro,
ripropone in "velina" la parte finale della
foto appena scattata. Facendo combaciare gli elementi
che s'intravedono con quelli della nuova immagine otteniamo
una sequenza panoramica completa. La freccia bianca rivolta
verso destra indica il senso in cui dobbiamo ruotare la
fotocamera per sviluppare la panoramica. |
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Inclinazione della
testa del treppiede
Il sistema più pratico per creare un panorama è
di montare la fotocamera su un treppiede e ruotare la
metà del corpo macchina che contiene l'obiettivo
lasciando fissa la testa del treppiede. In tal modo si
ridurrà, senza tuttavia eliminarla del tutto, la
deformazione dovuta al leggero cambiamento del punto di
visione nelle diverse foto. Se invece inclinassimo la
testa del treppiede, come verrebbe spontaneo fare, otterremmo
uno spostamento molto più marcato del punto centrale
dell'obiettivo e perciò una deformazione più
evidente nelle linee del panorama finale. |
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Panorama verticale
Il panorama verticale di uno scorcio dei navigli, a Milano.
È stato costruito con tre scatti successivi muovendosi
dal basso verso l'alto. La composizione è stata
eseguita in automatico dal software fornito a corredo
della fotocamera. Notate che il movimento dell'obiettivo,
che si sposta in alto o in basso per riprendere le varie
porzioni della scena, cambia l'angolazione di visione
nei vari scatti e produce una deformazione delle linee
in cima e alla base della foto (si vede particolarmente
osservando l'antenna che piega verso sinistra). Per evitarlo
bisognerebbe utilizzare un sistema meccanico particolare
che permetta di variare il quadro di visione ruotando
la lente dell'obiettivo sul proprio asse ottico anziché
spostarla in alto o in basso. Kaidan (www.kaidan.com)
produce una testa per treppiede apposta allo scopo al
prezzo di circa 180 dollari. |
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Panorama orizzontale
Qui vediamo lo stesso scorcio di panorama fotografato
in orizzontale. Le linee sono anche qui deformate, verso
l'esterno ai bordi dell'immagine, ma si nota meno. |
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Panorama a 360 gradi
Se fotografiamo il panorama tutt'intorno a noi, descrivendo
un cerchio completo, otterremo durante il montaggio una
foto che appare deformata come se l'immagine fosse piegata
all'indietro su due grandi curve. Tuttavia lo stesso panorama
può essere "montato" automaticamente
nella forma di scenario di realtà virtuale e utilizzando
un software comune come QuickTime potremo guardarlo scorrendo
interattivamente la visuale intorno a noi osservando le
cose nelle giuste proporzioni dalla stessa visuale del
fotografo. È un meccanismo usato per creare immagini
da montare sul Web.
Notate che alcune porzioni dell'immagine sono più
scure di altre, questo perché durante una panoramica
la fotocamera misura la corretta esposizione nel momento
di scattare la prima foto e poi la mantiene per tutta
la sequenza (tecnicamente si chiama Exposition Lock).
Perciò se partiamo da una zona poco illuminata
e passiamo a una in cui batte sole, quest'ultima sarà
"bruciata" o viceversa avremo zone buie. Fare
diversamente ci darebbe tante esposizioni diverse quanti
sono gli scatti e la differenza si vedrebbe nel punto
di saldatura tra un fotogramma e il successivo. |
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