
Coolpix 950
Eclissi solare agosto 1999 |
Il Telescopio
Ovviamente per fotografare gli astri occorre come supporto
un telescopio.
In commercio ne esistono diversi tipi e di svariate
marche, ma per noi fotografi possiamo riassumerle principalmente
in 2 tipi:
rifrattori e
riflettori.
Rifrattori
Questo schema ottico fornisce immagini eccellenti
in termini di contrasto
ed incisione, non avendo
l'ostruzione portata dallo specchio secondario (telescopi
riflettori) che disturba il fronte d'onda della luce
che arriva al piano focale. Esistono 2 tipi di telescopi
rifrattori: gli ACROMATICI
e gli APOCROMATICI.
Per i primi si tratta di un obiettivo a 2 lenti o
doppietto, non corretto perfettamente su tutte le
lunghezza d'onda principali dello spettro dei colori,
con il risultato di una colorazione violetto/bluastra
intorno agli oggetti più luminosi. Questi telescopi
sono molto meno costosi dei rifrattori APO, in quanto
questi ultimi dispongono di un obiettivo a 3 lenti
o tripletto, quindi 6 superfici ottiche da lavorare
anziché 4 come nei doppietti. La terza lente
è studiata appositamente per compensare il
residuo di aberrazione cromatica intorno agli oggetti
più luminosi.
Riflettori
E' lo strumento da acquistare se, invece, la
Vostra scelta è orientata verso gli oggetti
del profondo cielo come galassie, nebulose, ammassi.
In questo schema ottico l'immagine che si forma al
vostro oculare, è data da specchi e non da
lenti per cui la luce attraversa l'intera lunghezza
del tubo ottico riflettendosi su un specchio il quale,
a sua volta, indirizza il fascio di luce verso lo
specchietto secondario, per poi arrivare sul piano
focale.
Anche in questo caso, gli schemi ottici riflettori
che vanno per la maggiore sono diversi:
il Newtoniano è
lo schema riflettore più semplice: la luce
percorre il tubo ottico una sola volta per poi riflettersi
nel secondario e in seguito al fuoco posto lateralmente
in alto.
gli Schmidt-Cassegrain
sono un po' più complessi avendo il primario
forato centralmente ed il fuoco posteriore: in questo
caso la luce percorre la lunghezza del tubo ottico
per due volte fino a raggiungere l'oculare. Il tubo
è chiuso da una lastra correttrice che diverge
il fascio di luce al primario e corregge le aberrazioni,
alla quale è solidale il secondario. Questo
schema è molto diffuso in commercio perché
consente di avere un ottica molto compatta, con una
lunghezza focale doppia rispetto a quella del tubo.
i Maksutov-Cassegrain
sono molto simili agli S.C. con la differenza che
al posto della lastra correttrice vi è un menisco,
senza specchietto secondario ma con la parte centrale
del menisco stesso alluminata per una minore ostruzione
(questo schema è stato studiato per l'osservazione
planetaria ad alta risoluzione).
Un'ulteriore attenzione nella scelta dello
strumento è data dal suo rapporto
focale, il fattore principale che denota la
luminosità dello strumento stesso. Il rapporto
focale si ottiene dividendo la lunghezza focale in
mm per l'apertura dell'obiettivo o dello specchio:
quindi un telescopio da 2000 mm di focale e 200 mm
di apertura, avrà un rapporto focale di F/10
che non è un rapporto luminosissimo. Un telescopio
a F/4 è molto più luminoso di un F/10
. Da tener presente che anche gli oculari da mettere
in dotazione al telescopio si esprimono in mm. Per
calcolare gli ingrandimenti, espressi con il segno
"x", basta dividere la lunghezza focale
in mm. del telescopio per quella dell'oculare usato:
un telescopio da 2000 mm di focale accoppiato ad un
oculare da 10 mm darà 200 ingrandimenti (200x).
In fotografia digitale un corredo così fatto
5, 10, 20, 35mm con estrazione (diametro) pupillare
minimo 20mm darà l'opportunità
di fotografare sia i pianeti che il deepsky.
Metodi
Per fotografare gli astri esistono principalmente
3 possibilità:
A fuoco diretto (con telescopio)
Piggy Back ( con telescopio o solo
la montatura)
Afocale (con telescopio)
Coolpix 5400 |
A fuoco diretto
Come dice il nome stesso il telescopio diventa un
grande obiettivo perché, rimosso l'oculare
ed inserita la fotocamera digitale tramite uno speciale
raccordo l'immagine viene messa a fuoco direttamente
tramite il motorino o la rotella del telescopio stesso.
Purtroppo con le Coolpix che hanno obiettivi "incassati"
nel corpo macchina, non si va mai decentemente a fuoco
e dal canto mio, ho anche provato diversi modelli
di Coolpix e vari tipi di tubi estensori, ma il risultato
è molto scarso, quindi abbandonatelo subito
a meno che non possediate anche una reflex digitale.
Piggy Back
Coolpix 5700 |
Consiste nel montare
la Coolpix sopra, in parallelo al vostro telescopio
o solo sulla montatura equatoriale. In questo caso
utilizzeremo l'ottica della Coolpix ed il telescopio
(o montatura) solo come guida, per avere le coordinate
ed il puntamento corretto per fotografare il cielo
notturno.
Questo sistema è indicato per fotografare la
via Lattea, ammassi stellari e nebulose con grandi
campi visivi, ma va in base anche all'ottica della
vostra macchina digitale.
Con un bel 28mm (5000 e 5400) avrete in 3 scatti tutta
la via Lattea, mentre con un 280mm (5700) vi potreste
concentrare sulla nebulosa di Orione.
Per cui ottica, tempi di posa, ma anche ISO sono fattori
molto importanti per una buona riuscita, tanto che
la Coolpix 5700, in questo caso la fa da padrona con
il suo grande obiettivo 35-280, la possibilità
di arrivare a 800 ISO e l'opportunità di avere
una posa B di 5 minuti, caratteristiche essenziali
per fotografare il DeepSky.
Afocale
E' il metodo sicuramente che fornisce il miglior
risultato con tutte le Coolpix. Consiste semplicemente
nel fotografare l'oculare del telescopio, originariamente
messo opportunamente a fuoco, ed ancor meglio se armati
di un cavalletto per evitare il mosso.
Un incremento di qualità di scatto non indifferente
è, invece, la possibilità di poter adattare
la nostra Coolpix direttamente all'oculare del telescopio.

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Basta procurarsi un raccordo, (ed in commercio ne
esistono diversi modelli, di diverse marche per tutti
i tipi di macchine digitali) che si adatti perfettamente
all'oculare da una parte, e alla Coolpix (o al suo
adattatore) dall'altra. Metteremo la Coolpix a fuoco
infinito ed alla massima estensione di zoom, così
che il gioco è fatto!
Chiaramente i possessori di telescopi con oculari
da diametro pupillare più grande avranno meno
vignettatura e potranno utilizzare tutta la potenza
del loro CCD. Inoltre chi avrà l'opportunità
di possedere telescopi con oculari da 2" (50,8
mm) di diametro, invece che il classico, 1,25"
(31,75 mm) potranno addirittura utilizzare i luminosissimi
oculari con diametro pupillare di 40 mm. e campo visivo
fino a 60°.
Alimentazione

Battteria EL-EN1, cavo ed
alimentazione esterna
con pile AA
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Ovviamente i minuti volano ed è facile passare
due o tre ore imbambolati nell'osservazione celeste,
con ciò bisogna tener bene presente che utilizzando
la Coolpix con il display LCD sempre acceso avremo
bisogno di una buona quantità di energia.
Se almeno due batterie originali non vi bastano, vi
consiglio di costruire un'alimentazione esterna costituita
da pile AA al NiMH. Oggi ne esistono di svariate marche
e capacità (2100 mhA), hanno la possibilità
di ricaricarsi velocemente (60 minuti), non hanno
effetto memoria e con due pacchi da sei pile ciascuno
potete addirittura assicurarvi l'autonomia per l'intera
nottata.
Settaggi della Coolpix

Coolpix 5400
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Chiaramente per ogni macchina, più o meno
evoluta, e per ogni soggetto fotografato, i settaggi
possono essere diversi, ma tenete conto che, eccetto
sole o luna, dovrete uscire solo con notti a luna
nuova, ovvero invisibile, in modo e maniera che il
campo stellare non sia inquinato luminosamente.
Il Sole: da evitare di fotografarlo
alle ore 13 del 15 agosto perché la sua massima
luminosità potrebbe recare danni all'apparecchiatura.
Basilare e importantissimo mettere un filtro (consiglio
Astrosolar) da non posizionare all'oculare ma direttamente
sulla bocca del telescopio stesso da poter così
ridurre le radiazioni solari del 99% circa.

Coolpix 5000
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La Luna: in astronomia vi consigliano
di usare i filtri "lunari" ma in digitale
mi sembra superfluo, in particolar modo se utilizziamo
il formato Raw. Ovviamente la cosa più importante
sarà la sua luminosità che mi darà
un valore diverso a secondo la sua fase.
Alcuni esempi:
- Luna piena: 1/250 sec
- Luna in fase gibbosa: 1/125 sec
- Luna ai quarti: 1/60 sec
- Luna al quarto giorno: 1/30 sec
- Luna al II° giorno: 1/15 sec
- Luna cinerea al II° giorno: 30 sec

Coolpix 5000
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I Pianeti: chiaramente in base alla
focale del vostro telescopio dovrete utilizzare oculari
più o meno piccoli per maggiori ingrandimenti,
con risultanza di grande vignettatura e pixel persi.
Nebulose, Galassie, Ammassi: qui
la cosa si fa più complicata ed, ovviamente,
sia in piggy back che in afocale il telescopio deve
essere stato preventivamente ben orientato (Stella
Polare) da poter far simulare ai motori AR il movimento
terrestre.

Coolpix 4500
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A questo punto, centrato il nostro soggetto, eseguiremo
qualche scatto di prova con 8-15 secondi per vedere
se l'inquadratura è corretta. Utilizzate i
settaggi di serie della macchina eccetto ISO e tempo.
Il tempo sarà in posa B a seconda del soggetto,
le ISO a seconda della distanza. Ecco alcuni esempi
presi con riferimento di un telescopio con F/6:
- M 16 Eagle Nebula 120 secondi a ISO 800
- M 51 Whirpool Galassia 12 da 60 secondi a ISO 400
- M 42 Orion Nebula 5 da 8 e 1 da 30 secondi a ISO
400.
Ovviamente scattando con questi tempi, ammesso che
le vostre Coolpix lo possano fare (vedi esposizioni
ed elaborazioni) a questi settaggi ISO il "rumore"
fa da padrone e nel prossimo paragrafo vedremo come
ridurlo.
Coolpix 995 |
Noise
E' il rumore generato sia da un livello di ISO alto
che da una lunga durata di esposizione. Possiamo risolvere
il problema in due modi differenti: fare più
scatti con esposizioni uguali e sommarli insieme (vedi
capitolo esposizioni ed elaborazioni), oppure raffreddando
il CCD; o, in casi estremi, entrambi.
Sistemi diversi ne ho provati molti……..da
mettere la macchina in frigo (non con le pile!!!)
a smontarla completamente; in questa circostanza,
però, mi limiterò a dare un consiglio
per aver la migliore prestazione con il minor lavoro.

Coolpix 5400 Con dissipatore,
ventola di Raffreddamento ed Alimentazione esterna
|
Per le Coolpix che hanno l'obiettivo ruotante (tutte
le 9 xx e la 4500) la miglior soluzione è quella
di raffreddarla con un involucro di cubetti di ghiaccio
opportunamente preparati e tagliati a misura; il lavoro
è molto casalingo ma il risultato è
assai efficace. Per quelle con lo sportello apribile
(5000, 5400, 5700) la maniera migliore è quella
di procurarsi un dissipatore di un vecchio processore
da computer di un Pentium 2 o di un Pentium 3 vanno
benissimo, opportunamente tagliato e sagomato in modo
da incastrarlo perfettamente sul retro della parte
ottica, su di esso monterete altresì la ventola
di raffreddamento che alimenterete sempre con un pacco
di pile AA ricaricabili.
Esposizioni ed elaborazioni
Una fase molto importante nell'astrofotografia
digitale è la post elaborazione sia per risolvere
il problema di alcune Coolpix che non hanno lunghe
pose B e che generano molto rumore e sia per una qualità
di pulizia finale dell'immagine.
La prima, a seconda del soggetto che dobbiamo fotografare,
consiste nel controllare qual è la posa massima
da impostare alla nostra Coolpix (ovviamente con autoscatto
o con l'utilissimo scatto remoto MC-EU1) e ripetere
lo scatto almeno 6 – 7 volte tanto per avere
un'idea approssimata. Poi con Photoshop andremo
a caricare tutte le immagini e con l'algoritmo
"somma" avremo un'unica immagine
con una posa pari alla somma di tutte le esposizioni.
Mentre per ovviare al problema del rumore useremo
il sistema cosiddetto darkframe, consistente, ad esempio,
nello scattare una foto con un tempo di posa pari
a 3 minuti, scattare poi di nuovo la solita foto con
i medesimi 3 minuti di posa ma, col tappo sul telescopio,
posa in cui avremmo una foto nera solo con il rumore
del CCD generata dalla Coolpix. A questo punto caricate
le 2 immagini su Photoshop e dal menù Immagine
scegliete "Applica immagine" e nelle destinazioni
con parametro fusione impostate "dividi".
Avrete così un'immagine con una lunga
posa di esposizione, ma con una notevole riduzione
del noise.
di Riccardo Di Nasso