
L'"accrocchio" pronto
per fotografare: grazie alla possibilità
di ruotare il display della Coolpix, è
possibile posizionarlo nella migliore posizione,
prima di fissarlo alla piastra del cavalletto.
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Premessa
Il nostro approccio alla fotografia digitale è
disincantato; è un tipo di tecnologia che sotto
certi aspetti è inferiore a quella chimica, ma
che, non si può negare, offre anche dei vantaggi.
La cosa migliore quindi è conoscerne le potenzialità
e approfittarne quando occorre.
Ad esempio, oltre alla possibilità di rivedere
immediatamente lo scatto eseguito, un fotografo attento
non può non considerare che una compatta digitale
non ha componenti meccaniche in movimento, come avviene
su una macchina tradizionale; questo significa che quando
la digitale è ben ancorata su uno stabile cavalletto,
tutte le immagini sono esenti da micromosso.
Inoltre queste macchine sono strumenti divertenti e
ci si può sbizzarrire; basta solo liberare la
fantasia.
Una focale da 8000 mm

La Coolpix in posizione.

Il Fieldscope montato su
cavalletto pronto a ricevere la Coolpix: testa
Manfrotto 410 con regolazioni micrometriche,
196 Mini Articulated Arm, 430 Piastra Lunga.
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E proprio in questo modo è nata una sperimentazione
che si è rivelata sorprendente per la potenza
dei risultati e per la facilità con cui si
ottengono.
Abbiamo collegato anzi, è più corretto
dire, messo sullo stesso asse ottico una Coolpix 990
e il cannocchiale terrestre Nikon Fieldscope II zoom;
è questo un eccellente prodotto, con lenti
ED, e viene fornito con un oculare zoom 25x-56x.
Per mettere sullo stesso asse i due strumenti abbiamo
fatto alcune prove con la collaborazione dei tecnici
della Manfrotto Trading. La combinazione scelta è
stata la seguente.
Abbiamo innanzitutto montato sul cavalletto, armato
di testa Manfrotto micrometrica 410 la "piastra
lunga 430": è una piastra con tre attacchi
filettati in grado di sorreggere contemporaneamente
due fotocamere e di essere avvitata, tramite il foro
centrale, alla testa del cavalletto. Dopo aver fissato
la piastra alla testa del cavalletto, abbiamo avvitato
il Fieldscope alla vite anteriore della piastra.

La Coolpix collegata: in
primo piano è visibile lo scatto a distanza
della Coolpix, in grado di comandare anche la
zoomata e altre funzioni.

L'oculare in gomma che sormonta
lo zoom…

… ben si presta ad
accogliere l'obiettivo della Coolpix eliminando
qualunque luce parassita laterale, aiutando
a collimare le due ottiche, e mantenendole in
posizione, smorzando qualche eventuale vibrazione
residua.
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Per fissare la Coolpix, ed avere contemporaneamente
la possibilità di muoverla fino a appoggiarne
l'ottica all'oculare del Fieldscope, abbiamo usato
il "Mini Articulated Arm 196": si tratta
di un braccio a due sezioni, snodato su tre punti,
alla base, al centro e all'attacco della testa incorporata,
a sua volta in grado d'essere ancora regolata autonomamente
in altre posizioni. Una volta fissata la Coolpix alla
testa del braccio, a sua volta fissato alla "Piastra
lunga", abbiamo appoggiato l'ottica della Coolpix
contro l'oculare del Fieldscope, utilizzando la protezione
in gomma per inserirvi l'ottica.
A questo punto abbiamo serrato i bracci del Mini Articulated
Arm rendendo la Coolpix perfettamente solidale al
Fieldscope; in questo modo i due strumenti seguono
contemporaneamente i vari puntamenti, senza dover
fare niente di più che inquadrare il soggetto
e fotografare.
Una testa con movimenti micrometrici è l'ideale
per riprese in cui si usa una focale tanto potente,
ben 8000mm: anche un solo centimetro di spostamento
laterale o verticale cambia completamente l'inquadratura;
allentando uno dei movimenti, soprattutto quello alto-basso,
c'è il pericolo che la strumentazione, per
il suo notevole peso, si ribalti.
In questo "allestimento" la ghiera di escursione
focale dell'oculare zoom può essere tranquillamente
ruotata senza che contemporaneamente si sposti il
piano di fuoco della Coolpix; a sua volta lo zoom
della Coolpix può essere regolato a piacere
anche dopo aver inquadrato il soggetto.
Inutile dire che è possibile usare anche altri
tipi di cannocchiali, rifrattori o riflettori, come
anche binocoli e altri tipi di fotocamere digitali.

Ecco la prima immagine, scattata con la Coolpix in posizione grandangolare
(F8,2mm, f/4,9, 1/694). In primo piano il cavalletto con il Fieldscope e una seconda Coolpix pronta per scattare. Sotto la freccia rossa si intravede il Monte Generoso.

Dal medesimo punto di vista della precedente foto. L'immagine è scattata con la Coolpix in posizione tele (F23,4mm, f/7,9 1/250): il riquadro A è la sommità del Monte Generoso, il B è la Madonnina del Duomo di Milano.
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La ripresa
Dopo aver sistemato i due strumenti abbiamo regolato
la messa a fuoco e l'esposizione.
1- Si regola lo zoom
della Coolpix sulla massima focale (23,4mm). Questo
per evitare di inquadrare anche i bordi dell'oculare
da un lato e per sfruttare solo la parte centrale
dell'ottica, quella con la resa migliore.
2- Si imposta la messa
a fuoco della Coolpix su infinito e si focheggia utilizzando
la ghiera di messa a fuoco del Fieldscope.
3- Si imposta l'esposizione
della Coolpix su manuale e si apre il diaframma all'apertura
massima. Da un lato è vero che non faremo lavorare
l'obiettivo della Coolpix al suo diaframma ideale,
ma dall'altro se si chiude il diaframma si rischia
di mettere a fuoco i bordi dell'oculare, o comunque
i bordi del "disco" dell'immagine, causando
una evidente vignettatura.
4- Aquesto punto l'esposizione
verrà regolata attraverso il tempo di scatto.
Il particolare "A".
Immagine scattata con la Coolpix collegata al
Fieldscope: zoom Fieldscope su 25x, Coolpix:
F23,4mm, f/7,8, 1/500.
1) termine della pineta,
2) cupola dell'Osservatorio Astronomico,
3) massicciata dell'arrivo della funicolare,
4) albergo,
5) cima del Monte Generoso.
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Il particolare "A"
virtualmente
ingrandito con Photoshop.
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Particolare "B".
La Madonnina è distante dalla fotocamera
1500 metri ed è ripresa con lo zoom del
Fieldscope su 25x.
La focale equivalente nel
35mm è pari a 4.000mm.
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La Madonnina fotografata
con lo zoom su 56x. La focale equivalente nel
35mm è pari a 8.000mm.
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Un'altra immagine scattata
con la Coolpix senza aggiuntivi. |
Ecco il particolare D, le
cassette della
posta, Coolpix collegata al Fieldscope
con zoom su 25x.
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Ed ecco il particolare D
con lo zoom del Fieldscope su 56x.
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Particolare cassette posta:
un ulteriore ingrandimento eseguito con Photoshop:
alla selezione è stata poi applicata
una maschera di contrasto: si riescono a distinguere
gli orari dell'ultimo ritiro della Posta Prioritaria.
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Il particolare E, l'edicola
a 25x: si può tranquillamente verificare
se è già uscito
il numero di una
rivista che stiamo cercando!
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Il particolare F,
il motorino a 25x.
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... e a 56x.
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5- Per scattare si
utilizzerà sempre l'autoscatto, per evitare
il movimento della fotocamera determinato dalla pressione
sul pulsante di scatto. Si può anche utilizzare
l'apposito scatto a distanza per Coolpix, il
modello MC-EU1: è questo un accessorio utile
che, oltre a comandare lo scatto, consente di regolare
l'escursione dello zoom e di comandare alcune
funzioni della fotocamera, tra cui quella per la visione
sul display delle immagini scattate. Questo scatto
a distanza incorpora anche la funzione di intervallometro,
per eseguire sessioni di scatti in sequenza con intervallo
regolabile senza soluzione di continuità tra
2 minuti e 24 ore.
6- Prima di scattare
bisognerà anche assicurarsi che il sole non
colpisca direttamente la lente frontale del cannocchiale,
pena un generale ammorbidimento dell'immagine.
Fotografando con una focale così potente, occorre
però prendere in considerazione variabili di
solito trascurate. Se siamo in una giornata invernale
e si fotografa da un ambiente chiuso riscaldato, ad
esempio da una finestra di casa, l'aria calda
della stanza tenderà ad uscire passando davanti
al cannocchiale, e la nitidezza dell'immagine
ne risentirà in modo marcato.
Se allora ci si sposta sul balcone, bisognerà
fare attenzione alle turbolenze di aria calda causate
dai tetti che, per il calore delle case, generano
colonne d'aria calda che salgono verso l'alto;
anche questi movimenti d'aria sono responsabili
di un notevole abbassamento della qualità dell'immagine.
Se comunque si vuole fotografare stando in città,
i periodi preferibili sono la primavera e l'autunno,
con le giornate serene, non ventose ed i riscaldamenti
delle case spenti; è la situazione che gli
astrofotografi chiamano un "buon seeing".
Le foto della Madonnina del Duomo e del Monte Generoso
mostrano la perdita di nitidezza causata dalle turbolenze
d'aria calda.
La risoluzione infatti è nettamente inferiore
a quella dell'immagine delle cassette della
posta o della gru, situazioni in cui gli strati di
aria calda da "bucare" sono alcune decine
di metri, ben lontani dagli oltre cinquanta chilometri
dell'immagine del Generoso.
Ripresa effettuata con la
Coolpix utilizzando il suo zoom alla massima
estensione. |
Ed ecco dalla stessa posizione
un ingrandimento
con Fieldscope a 35x.
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… e a 56x.
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BBS
La Nikon Coolpix 990 offre una funzione, Best
Shot Selection, che in talune situazioni può
rivelarsi utile; impostando la BBS, questo è
il suo nome, la fotocamera decide qual è
il fotogramma migliore in una serie di scatti
del medesimo soggetto con identica inquadratura.
Basta scattare una serie di immagini a piacere
fino a un massimo di dieci e arrestare la sequenza
degli scatti. A questo punto la Coolpix compara
la serie di immagini e salva in memoria solo
quella più nitida (con il maggior numero
di dettagli). |