Principali vantaggi
Ricordiamo che le fotocamere digitali compatte, essendo
prive di specchio e di tendina, possono tranquillamente
essere accoppiate a un cannocchiale o a un rifrattore
senza il rischio del micromosso causato dal movimento
dello specchio e/o della tendina. E questo naturalmente
vale anche in macro e in microfotografia.
Un altro indubbio vantaggio delle fotocamere digitali
è la possibilità di regolare, sia in
modo manuale che automatico, il bilanciamento del
bianco: questo significa che non è più
necessario ricorrere al flash per ottenere immagini
con una corretta temperatura di colore.
Il fatto di poter utilizzare qualsiasi tipo di luce
continua permette inoltre di visualizzare sul display
della compatta l'immagine con l'illuminazione prescelta,
cosa impossibile con i flash che non dispongono di
luce pilota.
|
|
|
1- Ripresa in macro con la Coolpix 990: diametro della corona
del tachimetro 38mm.
2- Minima distanza di messa a fuoco in macro,
0.2cm, coefficiente d'ingrandimento 0,64x.
3- Coolpix con l'aggiuntivo Raynox 500: messa
a fuoco a 0.2cm, zoom su massima escursione,
24mm,
coefficiente d'ingrandimento 1,2x. |
È vero che nella fotografia tradizionale è
possibile ricorrere alla pellicola diapositiva per
luce artificiale accoppiandola ad una sorgente luminosa
al tungsteno, ma è altresì vero che
le lampade al tungsteno sono di norma da 500W, quindi
scaldano parecchio, e se le si avvicina al soggetto
e all'apparecchiatura rischiano di surriscaldare pericolosamente
tanto il soggetto quanto la fotocamera.
Con la macchina digitale invece si può tranquillamente
ricorrere all'illuminazione al neon, usando per esempio
una comune lampada da scrivania a braccio snodato
che può essere orientata facilmente per scegliere
l'angolazione d'illuminazione migliore: questo tipo
di luce inoltre è molto diffusa e avvolgente,
l'ideale per illuminare piccoli oggetti.
Poiché l'obiettivo della Coolpix dispone di
escursione zoom e di messa a fuoco interna, è
possibile accoppiarlo all'oculare di un microscopio
senza che poi, durante la focheggiatura, cambino meccanicamente
le distanze tra macchina e microscopio.
La filettatura presente sull'ottica della Coolpix
ci permette infine, con un adattatore, di fissare
in modo stabile la macchina al microscopio, senza
dover ricorrere a sistemi più empirici.
|
1- Fotocamera su microscopio: oculare 15x, obiettivo
3,3x, coefficiente d'ingrandimento 8x. Si evidenzia
una linea di rottura nel trizio fosforescente
della lancetta del cronometro. |
 |
|
|
2- Fotocamera su microscopio: oculare 15x, obiettivo
6,7x, ingrandimento 16x. La qualità è
influenzata dal plexiglas incurvato che ricopre
il quadrante. |
Con la macchina collegata al microscopio, la visione
sul display è senza dubbio più agevole
e luminosa rispetto a quella che si ha nel mirino
di una fotocamera reflex.
Nelle fotografie al microscopio si può diaframmare
leggermente aumentando un poco la profondità
di campo.
Un'interessante opzione della Coolpix 990, chiamata
"Best Shot Selection", ci consente di eseguire
una serie di scatti, fino ad un massimo di dieci,
dopodiché la fotocamera confronta gli scatti
eseguiti e sceglie quello migliore per messa a fuoco
e nitidezza, eliminando automaticamente gli scatti
con un fuoco impreciso o con del micromosso.
Con la modalità Interval è anche possibile
programmare gli scatti in sequenza, da un minimo di
2 minuti fino a un massimo di 24 ore, oltre a predisporre
la fotocamera su B per pose fino a 60", utile
con soggetti scarsamente illuminati o con l'impiego
di microscopi con oculari e ottiche che assorbano
molta luminosità.
Disporre di un file digitale consente di intervenire
sugli scatti con un programma di fotoritocco, aumentando
a piacere il contrasto, e quindi la sensazione di
nitidezza, e correggendo eventuali sovra o sottoesposizioni,
anche in modo mirato su zone specifiche dell'immagine.
È un vantaggio relativo, perché scansionando
una diapositiva ci si ritrova con un'immagine digitale
e quindi nelle medesime condizioni di un'immagine
acquisita in digitale, ma se occorre procedere con
rapidità o si ha poco tempo, scattare in digitale
è certamente un vantaggio.

Per poter esaminare le differenze fra i tre
sistemi ottici, abbiamo portato le lancette
dell'orologio
alla stessa dimensione, ingrandendo
con Photoshop l'immagine prodotta dalla Coolpix
base e riducendo quella realizzata con il microscopio. A sinistra immagine ripresa con la semplice
Coolpix (ingrandimento 180%).
Al centro quella ripresa con aggiuntivo Raynox
(ingrandimento 100%). A destra la ripresa con microscopio oculare
15x
e obiettivo 3,3x (ingrandimento 16%). È interessante notare l'eccellente comportamento
dell'aggiuntivo Raynox che produce un'immagine
preferibile anche a quella del microscopio;
si guardi sotto la lancetta dove è visibile
il simbolo
della OMEGA, che risulta più
nitido. Nell'immagine di destra, effettuata col microscopio,
non è stato possibile diaframmare come
con il Raynox, pena il rischio di focheggiare
anche le pareti del tubo portaoculare che avrebbero
restituito un'immagine tondeggiante su fondo
nero. |
|