Macrofotografia digitale

di Gerardo Bonomo
 

 
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Principali vantaggi
Ricordiamo che le fotocamere digitali compatte, essendo prive di specchio e di tendina, possono tranquillamente essere accoppiate a un cannocchiale o a un rifrattore senza il rischio del micromosso causato dal movimento dello specchio e/o della tendina. E questo naturalmente vale anche in macro e in microfotografia.
Un altro indubbio vantaggio delle fotocamere digitali è la possibilità di regolare, sia in modo manuale che automatico, il bilanciamento del bianco: questo significa che non è più necessario ricorrere al flash per ottenere immagini con una corretta temperatura di colore.
Il fatto di poter utilizzare qualsiasi tipo di luce continua permette inoltre di visualizzare sul display della compatta l'immagine con l'illuminazione prescelta, cosa impossibile con i flash che non dispongono di luce pilota.

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1- Ripresa in macro con la Coolpix 990: diametro della corona del tachimetro 38mm.
2- Minima distanza di messa a fuoco in macro, 0.2cm, coefficiente d'ingrandimento 0,64x.
3- Coolpix con l'aggiuntivo Raynox 500: messa a fuoco a 0.2cm, zoom su massima escursione, 24mm,
coefficiente d'ingrandimento 1,2x.

È vero che nella fotografia tradizionale è possibile ricorrere alla pellicola diapositiva per luce artificiale accoppiandola ad una sorgente luminosa al tungsteno, ma è altresì vero che le lampade al tungsteno sono di norma da 500W, quindi scaldano parecchio, e se le si avvicina al soggetto e all'apparecchiatura rischiano di surriscaldare pericolosamente tanto il soggetto quanto la fotocamera.
Con la macchina digitale invece si può tranquillamente ricorrere all'illuminazione al neon, usando per esempio una comune lampada da scrivania a braccio snodato che può essere orientata facilmente per scegliere l'angolazione d'illuminazione migliore: questo tipo di luce inoltre è molto diffusa e avvolgente, l'ideale per illuminare piccoli oggetti.
Poiché l'obiettivo della Coolpix dispone di escursione zoom e di messa a fuoco interna, è possibile accoppiarlo all'oculare di un microscopio senza che poi, durante la focheggiatura, cambino meccanicamente le distanze tra macchina e microscopio.
La filettatura presente sull'ottica della Coolpix ci permette infine, con un adattatore, di fissare in modo stabile la macchina al microscopio, senza dover ricorrere a sistemi più empirici.

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1- Fotocamera su microscopio: oculare 15x, obiettivo 3,3x, coefficiente d'ingrandimento 8x. Si evidenzia una linea di rottura nel trizio fosforescente della lancetta del cronometro.
 
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2- Fotocamera su microscopio: oculare 15x, obiettivo 6,7x, ingrandimento 16x. La qualità è influenzata dal plexiglas incurvato che ricopre il quadrante.

Con la macchina collegata al microscopio, la visione sul display è senza dubbio più agevole e luminosa rispetto a quella che si ha nel mirino di una fotocamera reflex.
Nelle fotografie al microscopio si può diaframmare leggermente aumentando un poco la profondità di campo.
Un'interessante opzione della Coolpix 990, chiamata "Best Shot Selection", ci consente di eseguire una serie di scatti, fino ad un massimo di dieci, dopodiché la fotocamera confronta gli scatti eseguiti e sceglie quello migliore per messa a fuoco e nitidezza, eliminando automaticamente gli scatti con un fuoco impreciso o con del micromosso.
Con la modalità Interval è anche possibile programmare gli scatti in sequenza, da un minimo di 2 minuti fino a un massimo di 24 ore, oltre a predisporre la fotocamera su B per pose fino a 60", utile con soggetti scarsamente illuminati o con l'impiego di microscopi con oculari e ottiche che assorbano molta luminosità.
Disporre di un file digitale consente di intervenire sugli scatti con un programma di fotoritocco, aumentando a piacere il contrasto, e quindi la sensazione di nitidezza, e correggendo eventuali sovra o sottoesposizioni, anche in modo mirato su zone specifiche dell'immagine.
È un vantaggio relativo, perché scansionando una diapositiva ci si ritrova con un'immagine digitale e quindi nelle medesime condizioni di un'immagine acquisita in digitale, ma se occorre procedere con rapidità o si ha poco tempo, scattare in digitale è certamente un vantaggio.

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Per poter esaminare le differenze fra i tre sistemi ottici, abbiamo portato le lancette dell'orologio
alla stessa dimensione, ingrandendo con Photoshop l'immagine prodotta dalla Coolpix base e riducendo quella realizzata con il microscopio. A sinistra immagine ripresa con la semplice Coolpix (ingrandimento 180%).
Al centro quella ripresa con aggiuntivo Raynox (ingrandimento 100%). A destra la ripresa con microscopio oculare 15x
e obiettivo 3,3x (ingrandimento 16%). È interessante notare l'eccellente comportamento dell'aggiuntivo Raynox che produce un'immagine preferibile anche a quella del microscopio; si guardi sotto la lancetta dove è visibile il simbolo
della OMEGA, che risulta più nitido. Nell'immagine di destra, effettuata col microscopio, non è stato possibile diaframmare come con il Raynox, pena il rischio di focheggiare anche le pareti del tubo portaoculare che avrebbero restituito un'immagine tondeggiante su fondo nero.

 
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