Panorama Maker 3

Di Gerardo Bonomo

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Attraverso questa maschera selezioniamo le immagini che vogliamo unire attraverso il
comando "add"

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Le nostre quattro immagini selezionate; attraverso il comando "sort" possiamo cambiarne l'ordine
in base a diversi parametri

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Trasciniamo manualmente le
immagini nella traccia/mosaico di destra esattamente nell'ordine in
cui vorremo poi vengano unite

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Dopo che le immagini saranno state unite potremo andare a verificare
ed eventualmente modificare i punti
di unione usando il "fine tune".
Attivando la funzione "auto crop" permetteremo al programma di eliminare automaticamente le zone esterne dell'immagine non sovrapposte

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In questo caso abbiamo voluto spostare il punto di unione "2" in
una zona dell'immagine più ricca di dettaglio per un'unione migliore

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Ecco il punto di ancoraggio spostato
al balcone superiore: i punti di ancoraggio vanno spostati manualmente su entrambe le immagini

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il risultato finale pronto per essere salvato

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ed ecco il file definitivo, salvato
in jpg, dimensione 7,2 Megabyte!

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l'immagine scattata a singolo fotogramma: focale 7,1mm, dimensione 1,7 megabyte

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Un' immagine composta da quattro frame, dimensione file originale
7,8 Megabyte

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L'immagine originale a scatto
singolo, 1,3 Megabyte

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Un particolare dell'immagine a
scatto singolo

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e lo stesso particolare estratto dall'immagine composta; è evidente
la maggiore quantità di dettaglio:
è visibile la marca della gru

Le impostazioni in fase di ripresa
La fotocamera da utilizzare potrà essere una qualsiasi Coolpix oppure anche una reflex professionale della serie D1 o D100.
In fase di ripresa dovranno essere escluse tutte le variabili possibili applicate dagli automatismi attivati dalla fotocamera ad ogni fotografia.

Si partirà così con immagini molto simili in esposizione, contrasto e cromia riducendo le lavorazioni che il software dovrà fare in fase di montaggio automatico ed ottenendo conseguentemente migliori risultati qualitativi esasperati da approssimazioni quasi nulle.
Per questo lavoro è stata utilizzata una Nikon Coolpix 5000.

 

Contrasto e Sharpness
Il contrasto va settato normal e lo sharpness su off o normal: l'aumento del contrasto e dell'enfatizzazione del dettaglio dato dalla maschera di contrasto andrà eventualmente fatto successivamente con Photoshop.

Messa a fuoco: se il soggetto è sufficientemente distante dalla fotocamera è preferibile lavorare in manual focus con il settaggio su "infinito", così da essere certi che la serie di immagini manterrà la messa a fuoco sul medesimo piano.

White Balance: anche il bilanciamento del bianco è preferibile che sia settato su una modalità manuale, non necessariamente arrivando ad usare il "preset".

Tempi e diaframmi: anche se Panorama Maker 3 è in grado di gestire perfettamente anche file con diversa esposizione, è preferibile lavorare con un'accoppiata tempo/diaframma fissa, settando l'esposizione su manual. Attenzione a monumenti con la parte superiore che va a cadere su un cielo nuvoloso.

È possibile che la fotocamera consigli un'accoppiata che si rivelerà poi insufficiente per le zone basse più scure del monumento; controlliamo quindi prima con degli scatti di prova l'accoppiata anche sulle zone prossime al terreno del monumento.

Zoom: è fondamentale che la focale zoom impostata resti la medesima durante tutta la serie di scatti. Panorama Maker 3 è in grado di rilevare automaticamente il tipo di focale impostata.

Se la focale in mm corrisponde con precisione a una di quelle già memorizzate nel programma, è anche possibile impostare durante il lavoro di unione la focale impiegata.

Risoluzione e compressione: setteremo la fotocamera sulla minor compressione possibile, quindi "Fine", oppure nessuna compressione, quindi Tif. La risoluzione va naturalmente impostata sulla massima possibile consentita dalla fotocamera.

Treppiede: anche se Panorama Maker 3 è abbastanza "tollerante" con la compositazione di immagini con inclinazione leggermente differente, nella pratica il programma tenderà a tagliare le parti dell'immagine esterne che non è riuscito a "croppare".

Utilizzando un treppiede –che va naturalmente messo perfettamente in bolla- avremo la sicurezza di non eseguire scatti leggermente inclinati tra loro e quindi non facilmente sovrapponibili.
Il programma, come dicevamo, è comunque "tollerante" in grado quindi di croppare anche serie di immagini non perfette e scattate a mano libera con un po' di attenzione.

Quindi: lavoriamo tranquillamente a mano libera in tutte le situazioni. Se invece dobbiamo lavorare per un lavoro vero e proprio, l'uso del treppiede è consigliabile.

Con fotocamera come la serie D1, D100 o come la Coolpix 5000, possiamo applicare alla slitta porta flash una livella a bolla (tipo Hama), così da poter tenere perfettamente sotto controllo la messa in bolla orizzontale della macchina. La bolla potrà anche essere incorporata nel treppiede impiegato.

Previsualizzazione: per eseguire la miglior compositazione possibile consigliamo di effettuare una simulazione/prova del numero di scatti da eseguire e della corretta sovrapposizione prima di passare alla realizzazione della sequenza degli scatti "definitivi".

Più gli scatti hanno area sovrapponibile tra loro meglio è: da un lato per una questione di riconoscimento delle parti comuni, dall'altro perché, nel caso per esempio di un'immagine verticale di un palazzo, se si effettuano scatti molto sovrapponibili, non ci sarà di conseguenza una grossa differenza, in termini di cambiamenti prospettici, tra uno scatto e l'altro e il software potrà ricostruire perfettamente il soggetto originale.

Lo scatto: è opportuno non lasciar trascorrere molto tempo tra uno scatto e l'altro, soprattutto in situazioni come una giornata nuvolosa dove il sole illumina a tratti il soggetto: se è vero che il software è in grado di "livellare" eventuali differenze espositive, non è in grado di inserire le ombre dove mancano: un soggetto illuminato di taglio porterà a immagini differenti se è illuminato o meno dal sole.

La funzione Quick Review: molte fotocamere Coolpix presentano la funzione Quick view che permette di rivedere immediatamente l'immagine appena scattata e, volendo, di mantenerla evidenziata come miniatura nell'angolo in alto a sinistra del monitor durante la composizione dell'immagine successiva.

È un sistema molto valido per poter preparare l'inquadratura successiva tenendo contemporaneamente sotto controllo quella precedente, in modo da individuare i punti di unione.

La funzione Panorama Assist: alcune fotocamere Nikon dispongono della funzione di ripresa assistita per la realizzazione di immagini panoramiche.
Questa, oltre a settare automaticamente le più idonee impostazioni per l'esposizione, bilanciamento del bianco e orientamento della rotazione, suddivide la sequenza panoramica in una distinta cartella.

In fase di ripresa visualizza in sovrimpressione sul monitor circa un terzo dell'immagine precedente per agevolare la "giunzione".

Dopo lo scatto: soprattutto se abbiamo utilizzato una funzione a mosaico, rivedendo le immagini sul display possiamo selezionarne da quattro a sei miniature contemporanee.
Se l'immagine definitiva è composta dall'unione di quattro o sei immagini, sul display avremo quindi una previsualizzazione di tutte e quattro o sei le immagini contemporaneamente e potremo valutare con buona approssimazione sia se tutte le immagini sono state scattate con la macchina in bolla orizzontale, sia se ci sono dei punti di sovrapposizione sui due o tre lati comuni di ciascuna immagine.
Per poter sfruttare questa opportunità dovremo aver scattato con una precisa sequenza e cioè:
per quattro immagini: alto sinistro, alto destro, basso sinistro, basso destro;
per sei immagini (solo su linee di tre e colonne di due): alto sinistro, alto centro, alto destro, basso sinistro, basso centro, basso destro.

La post produzione: Panorama Maker guida in modo molto intuitivo l'utente durante i vari passaggi di realizzazione dell'immagine finale.
Se gli scatti sono stati effettuati con una fotocamera come la Coolpix 5000 e salvati in modalità "fine", il peso medio di ciascun scatto sarà normalmente superiore al Megabyte. Sommando sequenze di scatti che il programma dovrà decomprimere ed unire, sarà necessario utilizzare un computer dotato di RAM sufficiente per poter lavorare velocemente. Attraverso Panorama Maker è anche possibile editare l'immagine finale per quello che riguarda il contrasto e la luminosità.

 

 

 
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