
Attraverso questa maschera
selezioniamo le immagini che vogliamo unire
attraverso il
comando "add"

Le nostre quattro immagini
selezionate; attraverso il comando "sort"
possiamo cambiarne l'ordine
in base a diversi parametri

Trasciniamo manualmente
le
immagini nella traccia/mosaico di destra
esattamente nell'ordine in
cui vorremo poi vengano unite

Dopo che le immagini saranno
state unite potremo andare a verificare
ed
eventualmente modificare i punti
di unione
usando il "fine tune".
Attivando
la funzione "auto crop" permetteremo
al programma di eliminare automaticamente
le zone esterne dell'immagine non sovrapposte

In questo caso abbiamo
voluto spostare il punto di unione "2"
in
una zona dell'immagine più ricca di
dettaglio per un'unione migliore

Ecco il punto di ancoraggio
spostato
al balcone superiore: i punti di
ancoraggio vanno spostati manualmente su entrambe
le immagini

il risultato finale pronto
per essere salvato

ed ecco il file definitivo,
salvato
in jpg, dimensione 7,2 Megabyte!

l'immagine scattata a singolo
fotogramma: focale 7,1mm, dimensione 1,7 megabyte

Un' immagine composta da
quattro frame, dimensione file originale
7,8 Megabyte

L'immagine originale a
scatto
singolo, 1,3 Megabyte

Un particolare dell'immagine
a
scatto singolo

e lo stesso particolare
estratto dall'immagine composta; è
evidente
la maggiore quantità di dettaglio:
è visibile la marca della gru
|
Le impostazioni
in fase di ripresa
La fotocamera da utilizzare potrà essere una
qualsiasi Coolpix oppure
anche una reflex professionale
della serie D1 o D100.
In fase di ripresa dovranno essere escluse tutte le
variabili possibili applicate dagli automatismi attivati
dalla fotocamera ad ogni fotografia.
Si partirà
così con immagini molto simili in esposizione,
contrasto e cromia riducendo le lavorazioni che il
software dovrà fare in fase di montaggio automatico
ed ottenendo conseguentemente migliori risultati qualitativi
esasperati da approssimazioni quasi nulle.
Per questo lavoro è stata utilizzata una Nikon
Coolpix 5000.
Contrasto e Sharpness
Il contrasto va settato normal e lo sharpness su off
o normal: l'aumento del contrasto e dell'enfatizzazione
del dettaglio dato dalla maschera di contrasto andrà eventualmente fatto successivamente con Photoshop.
Messa a fuoco: se il soggetto è
sufficientemente distante dalla fotocamera è
preferibile lavorare in manual focus con il settaggio
su "infinito",
così da essere certi che la serie di immagini
manterrà la messa a fuoco sul medesimo piano.
White Balance: anche il bilanciamento
del bianco è preferibile che sia settato su
una modalità manuale, non necessariamente arrivando
ad usare il "preset".
Tempi e diaframmi: anche se Panorama
Maker 3 è in grado di gestire perfettamente
anche file con diversa esposizione, è preferibile
lavorare con un'accoppiata tempo/diaframma fissa,
settando l'esposizione su manual. Attenzione a monumenti
con la parte superiore che va a cadere su un cielo
nuvoloso.
È possibile che la fotocamera consigli
un'accoppiata che si rivelerà poi insufficiente
per le zone basse più scure del monumento;
controlliamo quindi prima con degli scatti di prova
l'accoppiata anche sulle zone prossime al terreno
del monumento.
Zoom: è fondamentale che
la focale zoom impostata resti la medesima durante
tutta la serie di scatti. Panorama Maker 3 è
in grado di rilevare automaticamente il tipo di focale
impostata.
Se la focale in mm corrisponde con precisione a una
di quelle già memorizzate nel programma, è
anche possibile impostare durante il lavoro di unione
la focale impiegata.
Risoluzione e compressione: setteremo
la fotocamera sulla minor compressione possibile,
quindi "Fine", oppure nessuna compressione,
quindi Tif. La risoluzione
va naturalmente impostata sulla massima possibile
consentita dalla fotocamera.
Treppiede: anche se Panorama
Maker 3 è abbastanza "tollerante"
con la compositazione di immagini con inclinazione
leggermente differente, nella pratica il programma
tenderà a tagliare le parti dell'immagine esterne
che non è riuscito a "croppare".
Utilizzando un treppiede –che va naturalmente
messo perfettamente in bolla- avremo la sicurezza
di non eseguire scatti leggermente inclinati tra loro
e quindi non facilmente sovrapponibili.
Il programma,
come dicevamo, è comunque "tollerante"
in grado quindi di croppare anche serie di immagini
non perfette e scattate a mano libera con un po' di
attenzione.
Quindi: lavoriamo tranquillamente a mano libera in
tutte le situazioni. Se invece dobbiamo lavorare per
un lavoro vero e proprio, l'uso del treppiede è
consigliabile.
Con fotocamera come la serie D1, D100 o come la Coolpix
5000, possiamo applicare alla slitta porta
flash una livella a bolla (tipo Hama), così
da poter tenere perfettamente sotto controllo la messa
in bolla orizzontale della macchina. La bolla potrà
anche essere incorporata nel treppiede impiegato.
Previsualizzazione: per eseguire
la miglior compositazione possibile consigliamo di
effettuare una simulazione/prova del numero di scatti
da eseguire e della corretta sovrapposizione prima
di passare alla realizzazione della sequenza degli
scatti "definitivi".
Più gli scatti
hanno area sovrapponibile tra loro meglio è:
da un lato per una questione di riconoscimento delle
parti comuni, dall'altro perché, nel caso per
esempio di un'immagine verticale di un palazzo, se
si effettuano scatti molto sovrapponibili, non ci
sarà di conseguenza una grossa differenza,
in termini di cambiamenti prospettici, tra uno scatto
e l'altro e il software potrà ricostruire perfettamente
il soggetto originale.
Lo scatto: è opportuno non
lasciar trascorrere molto tempo tra uno scatto e l'altro,
soprattutto in situazioni come una giornata nuvolosa
dove il sole illumina a tratti il soggetto: se è
vero che il software è in grado di "livellare"
eventuali differenze espositive, non è in grado
di inserire le ombre dove mancano: un soggetto illuminato
di taglio porterà a immagini differenti se
è illuminato o meno dal sole.
La funzione Quick Review: molte
fotocamere Coolpix presentano la funzione Quick view
che permette di rivedere immediatamente l'immagine
appena scattata e, volendo, di mantenerla evidenziata
come miniatura nell'angolo in alto a sinistra del
monitor durante la composizione dell'immagine successiva.
È un sistema molto valido per poter preparare l'inquadratura
successiva tenendo contemporaneamente sotto controllo
quella precedente, in modo da individuare i punti
di unione.
La funzione Panorama Assist: alcune
fotocamere Nikon dispongono della funzione di ripresa
assistita per la realizzazione di immagini panoramiche.
Questa, oltre a settare automaticamente le più
idonee impostazioni per l'esposizione, bilanciamento
del bianco e orientamento della rotazione, suddivide
la sequenza panoramica in una distinta cartella.
In
fase di ripresa visualizza in sovrimpressione sul
monitor circa un terzo dell'immagine precedente per
agevolare la "giunzione".
Dopo lo scatto: soprattutto se abbiamo
utilizzato una funzione a mosaico, rivedendo le immagini
sul display possiamo selezionarne da quattro a sei
miniature contemporanee.
Se l'immagine definitiva
è composta dall'unione di quattro o sei immagini,
sul display avremo quindi una previsualizzazione di
tutte e quattro o sei le immagini contemporaneamente
e potremo valutare con buona approssimazione sia se
tutte le immagini sono state scattate con la macchina
in bolla orizzontale, sia se ci sono dei punti di
sovrapposizione sui due o tre lati comuni di ciascuna
immagine.
Per poter sfruttare questa opportunità dovremo
aver scattato con una precisa sequenza e cioè:
per quattro immagini: alto sinistro, alto destro,
basso sinistro, basso destro;
per sei immagini (solo su linee di tre e colonne di
due): alto sinistro, alto centro, alto destro, basso
sinistro, basso centro, basso destro.
La post produzione: Panorama Maker
guida in modo molto intuitivo l'utente durante i vari
passaggi di realizzazione dell'immagine finale.
Se
gli scatti sono stati effettuati con una fotocamera
come la Coolpix 5000 e salvati in modalità
"fine", il peso medio di ciascun scatto
sarà normalmente superiore al Megabyte. Sommando
sequenze di scatti che il programma dovrà decomprimere
ed unire, sarà necessario utilizzare un computer
dotato di RAM sufficiente per poter lavorare velocemente.
Attraverso Panorama Maker è anche possibile
editare l'immagine finale per quello che riguarda
il contrasto e la luminosità.