Tecnica: uno still life con la Nikon Coolpix 5400

Di Gerardo Bonomo

Premessa Prima Parte
Seconda Parte Terza Parte


Premessa

Storia famosa, quello dell'Omega Speedmaster: fu scelto dalla Nasa come orologio da polso, anzi, da tuta, per le missioni spaziali e sbarcò sulla Luna l'11 aprile del 1969 al polso di Neil Amstrong, il primo uomo che mise piede sulla Luna.
L'orologio scelto era di serie, gli venne solo cambiato il cinturino in acciaio con uno in velcro, per poter esser indossato sopra la manica della tuta spaziale.
Resistette ai -150°C e ai +110°C delle escursioni termiche del suolo lunare e lavorò egregiamente in assenza di gravità durante il volo di andata e ritorno, oltre a subire accelerazioni superiori ai 8g al decollo e al rientro della navicella spaziale.
Durante il successo/insuccesso dell'Apollo 13 fu grazie al cronografo dell'Omega che l'equipaggio potè cronometrare l'accensione dei razzi per la correzione della traiettoria nel rientro sulla Terra

Fatta questa premessa - e queste vere experience! - , veniamo a questa Experience, in cui abbiamo voluto riportare lo Speedmaster sulla Luna aiutandoci con una Coolpix 5400.
Il percorso di questa experience "sganciato" dalla situazione lunare è comune a tutte le situazioni in cui vogliamo fotografare un oggetto e poi scontornarlo, o per riposizionarlo su uno sfondo diverso dall'originale o semplicemente per renderlo utilizzabile in un redazionale, o in un depliant in cui può essere spostato graficamente da un punto all'altro della pagina, combinato o meno con altri oggetti, senza che intorno rivelino il piano sopra il quale sono stati fotografati.
Il sensore da 5 Megapixel della Coolpix 5400 permette di ottenere ottime immagini di partenza da poi scontornare con una risoluzione più che sufficiente alla destinazione tipica delle foto per redazionali, che non superano mai il formato A4.

Il limbo
Per lavorare al meglio è necessario cercare di ottenere il miglior risultato possibile già durante lo scatto, anche se Adobe Photoshop fa miracoli - e li vedremo - per supplire a errori o mancanze di preparazione dello scatto finale.
Abbiamo quindi innanzitutto bisogno di un limbo: di solito si usa un cartoncino bianco tipo Bristol, lucido, reperibile in qualsiasi negozio di belle arti nei formati standard di 50x70 cm, o 70x100 cm. Sceglieremo uno o l'altro a seconda della grandezza dell'oggetto che vorremo fotografare.
Il foglio, una volta steso su una superficie orizzontale va leggermente sollevato verso l'alto sul fondo in modo che l'oggetto, una volta osservato nel mirino o sul display della fotocamera sia completamente circondato dal fondale bianco anche nella parte superiore.

L'illuminazione
Naturalmente l'illuminazione ideale dovrebbe essere una bank da studio da utilizzare o come flash o utilizzando la lampada pilota interna come sorgente di luce continua.
Se non si dispone di un bank suggeriamo l'impiego di una o più lampada al neon di quelle a braccio mobile: sono di costo economico, possono essere brandeggiate in ogni direzione, e creano una luce contemporaneamente puntiforme ma avvolgente.
Per rendere l'illuminazione più completa e diffusa basta disporre intorno all'oggetto da fotografare dei fogli di polistirolo, in formato A5 o A4, oppure dei semplici fogli di carta bianca per fotocopiatrice che possono essere mantenuti in posizione semplicemente piegandoli a metà e disponendoli intorno all'oggetto come delle piccole tegole; così si crea quella che in gergo viene definita la gabbia di luce: le ombre residue create dall'illuminazione che colpisce l'oggetto vengono così smorzate ed annullate quasi completamente.
Vedremo poi come eliminare completamente le eventuali ombre residue con un programma di fotoritocco. È molto importante che intorno all'oggetto non ci siano ombre per poter poi effettuare l'operazione di scontorno avendo un'immagine in cui i bordi dell'oggetto sia perfettamente definiti e staccati dal fondo.

I settaggi della macchina
Risoluzione e compressione
La risoluzione va impostata sulla massima fornita dalla fotocamera, in modo da sfruttare completamente tutti i megapixel del sensore, la compressione del file va mantenuto su Fine, quindi compressione minima, per non perdere preziosi dettagli.
Se si dispone di una scheda di memoria sufficientemente capace è ancora meglio settare la compressione su zero, usando il salvataggio in formato Tiff.

Sensibilità
Se come è probabile dovremo lavorare non in luce flash ma in luce continua suggeriamo di impostare la sensibilità della macchina sulla minima sensibilità, in modo da evitare qualsiasi rumore di fondo.

Bilanciamento del bianco
Va settato utilizzando il comando del White Bilance Preset: si inquadra una superficie perfettamente bianca, meglio ancora un cartoncino grigio purché completamente neutro, e si setta in questo modo il bilanciamento del bianco esattamente sulla temperatura di colore del set; attenzione a che il set sia illuminato unicamente dalla sorgente di luce scelta che non deve risultare inquinata da altre sorgenti luminose presenti nel locale, soprattutto da luce naturale che potrebbe provenire da una finestra.

Nitidezza, contrasto e saturazione
Il primo parametro, lo sharpness, va tenuto su normal, meglio ancora su off per poi poter essere agevolmente manipolato successivamente con il programma di fotoritocco; il contrasto e la saturazione vanno settate su normal. Se la vostra fotocamera prevede la registrazione in formato Raw, tutti i parametri potranno essere bilanciati successivamente con il programma di fotoritocco.

Messa a fuoco:
È una situazione molto luminosa dove non è difficile trovare sull'oggetto un punto di contrasto ottimale per effettuare la messa a fuoco automatica; l'impostazione del punto di messa a fuoco va impostato su manuale, in modo da poter poi scegliere tra i cinque punti di messa a fuoco disponibili - come nel caso della Coolpix 5400 -.
Se il soggetto è invece privo di sufficiente contrasto il punto di fuoco va settata su automatico, la macchina sceglierà il punto di fuoco che cade sulla parte dell'oggetto più vicino alla fotocamera.
Per una messa a fuoco ancora più selettiva si può utilizzare il manual focus valutando a display quando si ottiene la messa a fuoco più corretta. Attivando su ON il Focus Confirmation potrete vedere su display della fotocamera le parti esattamente a fuoco più delineate rispetto a quelle fuori fuoco.

Zoom, distanza e messa a fuoco
La Coolpix 5400 permette di arrivare fino a soli 2cm dal soggetto con lo zoom in posizione grandangolare, e non è certo il caso del nostro still life dove è sufficiente stare a una distanza di venti-trenta centimetri dal soggetto per avere il soggetto completamente inquadrato nell'immagine. Utilizzando lo zoom su una posizione intermedia eviterete anche le tipiche e fisiologiche distorsioni dei grandangolari che non sono visibili quando si lavora a una certa distanza dal soggetto e nei paesaggi ma diventano molto visibili nella fotografia a distanza ravvicinata; se poi il soggetto è squadrato questa distorsione sarò ancora più avvertibile.
Portando lo zoom sulla posizione tele massima dovrete anche mantenervi a una certa distanza dal soggetto, sotto la quale la fotocamera non riuscirà ad effettuare la messa a fuoco.
Se volete lavorare in posizione zoom tele ma a distanza ravvicinata dovrete montare davanti all'obiettivo un a lente addizionale; innanzitutto si monta sulla fotocamera l'adattatore UR-E10 e poi le lenti addizionali, della diottria desiderata, con diametro 35mm. Basta una lenta addizionale 4x per dimezzare la distanza fotocamera/soggetto, pur lavorando ancora alla massima focale zoom.
Più vi avvicinerete al soggetto in posizione tele e minore sarà la profondità di campo consentita dalla massima chiusura del diaframma; se il soggetto è molto tridimensionale e comunque posizionato di fronte alla fotocamera di tre quarti, fate qualche scatto di prova e valutate poi in playback ingrandendo l'immagine se tutta la parte dell'oggetto che desidererete avere nitida sull'immagine finale lo sia veramente. Se alcune parti importanti dell'oggetto risulteranno sfuocate, posizionate il soggetto il più parallelo possibile alla fotocamera o diminuite la distanza oggetto/fotocamera.

L'esposizione
Premettiamo che in lavori delicati come lo still life, dove è fondamentale registrare anche il minimo dettaglio del soggetto, sia nelle zone delle basse che delle alte luci la visualizzazione dell'immagine sul monitor della fotocamera non è certo il metodo più sicuro per valutare l'esposizione dell'immagine scattata. Può essere d'aiuto la valutazione con l'istogramma che appare in una specificata videata in modalità play, ma anche in questo modo non c'è la totale sicurezza che l'esposizione sia corretta.
Noi suggeriamo di effettuare innanzitutto una valutazione dell'esposizione utilizzando il cartoncino grigio al 18% e di settare tempo e diaframma in modalità manuale.
Si può naturalmente impiegare anche un esposimetro esterno che effettui la misurazione in luce incidente.
Non disponendo di nessuno di questi strumenti suggeriamo di effettuare più di uno scatto della stessa situazione, variando il tempo di scatto e non il diaframma, per non cambiare i parametri della profondità di campo tra uno scatto e l'altro.
La Coolpix 5400 permette un bracketing dell'esposizione in terzi di stop fino a 1 stop con scatti in sequenza da un minimo di tre a un massimo di cinque.
Per non ingannare l'esposimetro della fotocamera col fondale, che nel nostro caso è completamente bianco e tende a far sottoesporre la macchina usiamo innanzitutto la modalità di esposizione spot accoppiata al punto di fuoco: la macchina valuterà l'esposizione solo in una delle cinque zone da noi preventivamente scelte dove cadrà anche il punto di fuoco; controllare naturalmente che il punto di fuoco non cada in un punto troppo chiaro o troppo scuro del vostro soggetto e, una volta trovata la corretta esposizione, effettuate comunque un bracketing di 1/3 o 2/3 di stop con almeno una sequenza di tre scatti. A lavoro ultimato, controllando i livelli con un programma di fotoritocco, potrete valutare con più certezza quale sarà lo scatto con la migliore esposizione su cui lavorare.

Lo scatto
Utilizzate l'autoscatto per scattare e non la pressione diretta del dito sul pulsante di scatto: anche se utilizzate un robusto treppiede eviterete in questo modo un potenziale micromosso; potete anche adoperare lo scatto elettrico a distanza MC-E1 con cui potrete controllare a distanza anche l'escursione dello zoom.
Oltre ad utilizzare un buon treppiede inserite una livella a bolla sulla slitta porta accessori della fotocamera, potrete in questo modo mettere la macchina perfettamente in bolla evitando poi il noioso lavoro di ruotare l'immagine, se storta, successivamente con un programma di fotoritocco.

Vediamo nelle pagine successive la procedura di scatto e del successivo fotoritocco.