Simpletech: ricordarsi di ricordare e archiviare le foto

a cura di Gerardo Bonomo

Hard Disk interno e Hard Disk esterno Il Portable Hard Drive di SimpleTech
L'External Hard Drive di Simple I software di backup on board
Lire lirette... Euri euretti La gamma SimpleTech HD

 

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Ha scritto un anonimo: IL MONDO DELL'INFORMATICA SI DIVIDE IN DUE: CHI HA PERSO I DATI E CHI LI PERDERA'.
Purtroppo in questa frase, forse un po' ovvia, c'è una grande verità.
Tutti i dati informatici sono importanti, ma non c'è alcun dubbio sul fatto che quando si parla di immagini digitali e di ricordi, la perdita diventa certamente più dolorosa e senza nessun tipo di rimedio, piuttosto che la perdita di un PDF di un F24 (magari il commercialista ne ha una copia...)

La soluzione è o sarebbe alla portata di tutti, fare uno o più backup, eppure il procedimento non è così scontato e istintivo. Sì, si scaricano le immagini dalla scheda di memoria al computer, e spesso ci si ferma lì, ed è questo un salvataggio decisamente effimero, come guidare con la cintura allacciata e quindi con la coscienza a posto, lasciando però i figli sul sedile posteriore con le cinture slacciate.

Se proviamo a fare un passo avanti, notiamo anche che se con la pellicola il passaggio delle immagini sulla stampa era un via obbligata – almeno da negativo colore, dove di solito vengono salvati proprio i ricordi di famiglia, le immagini digitali possono anche essere fruite senza che vengano stampate: non c'è miglior backup per un'immagine che la stampa, ma se oggi non è più necessario stampare, e non si fanno i backup delle proprie immagini, è facile capire che mai come in questo periodo il futuro delle nostre immagini, quindi dei nostri ricordi, è decisamente in pericolo.

L'immagine di apertura illustra una biblioteca dove sono stati conservati libri da oltre mezzo millennio: se ci dovessero chiedere se ha più probabilità una di quei volumi di sopravvivere ancora per almeno duecento anni, o una nostro file immagine digitale, credo che la risposta deporrebbe decisamente a favore del libro.


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Eccoli i ricordi di cinquant'anni fa, stampine in formato cartolina e scatolette di diapositive, alcune stampe sono degli anni quaranta, e non abbiamo fatto altro che alzare il coperchio di una cassapanca per poterle immediatamente rivedere, a destra un hard disk esterno: se proprio abbiamo perso la quotidianità a stampare, allora proviamo almeno ad eseguire il backup delle nostre foto su un dispositivo esterno al computer.

Hard Disk interno e Hard Disk esterno.
Quando si parla di backup ci viene istintivo pensare proprio a una copia dei file dall'hard disk interno a quello esterno; proviamo a cominciare a pensare al contrario, quindi di salvare le nostre immagini su un hard disk esterno e fare la copia di backup su quello interno: l'hard disk interno è molto più sollecitato rispetto a quello esterno, è sempre acceso, e insieme alle nostre immagini sono caricati gli applicativi e il sistema operativo; è inoltre molto più oggetto a minacce dalla Rete sempre e proprio per il fatto che è acceso per tutta la durata di una sessione, collegati o meno alla Rete.

Se poi insieme alle immagini vogliamo salvare anche altri dati di utilizzo più quotidiano, lavorare su un originale mantenuto su un hard disk esterno ci permette anche, a sessione terminata, di avere con noi in palmo di mano tutti i nostri dati, nell'ultima loro versione, per poter magari continuare a lavorare su un altro PC, semplicemente collegando il nostro hard disk esterno a un qualsiasi altro computer. Abbiamo provato contemporaneamente due hard disk esterni della SimpleTech, entrambi da 160GB: il primo è un modello autoalimentato, il secondo necessita invece di un'alimentazione esterna.