Tenba Shootout Photo Waistpack

a cura di Gerardo Bonomo

Tenba, un po' di storia La borsa fotografica, problema insormontabile?
Shootout, Protraveller e Prodigital Convertibile è il fattore chiave
Ma quanta roba ci sta? Alla fine, quindi?

 

I canguri e Otzi avevano ragione

I canguri, si sa, sono dei marsupiali, e considerano il loro personalissimo marsupio talmente sicuro, protettivo e affidabile che oltre alla chiavi dell'auto e al cellulare ci tengono anche i loro piccoli.
Anche Otzi, l'Ice Man scoperto in Val Senales nel 1991 aveva con sè un marsupio in cui trasportava dell'esca da fuoco, lame e punte di selce, nonché gli utensili per lavorarle. Pare che ai mammiferi, e in questo caso per scopi ben differenti, il marsupio piaccia.


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Tenba, un po' di storia.
La storia di Tenba comincia alla fine degli anni settanta – 1977, per la precisione - quando il fotografo Robert Weinreb, attivo nella fotografia di natura e di viaggi, decide di costruirsi una borsa fotografica leggera, capiente e robusta, adatta a sopportare i disagi dell'outdoor senza il peso e la rigidità tipici dei bauletti in alluminio dell'epoca.

Nacque così la prima Tenba che Weinreb replicò in venti esemplari, tutti cuciti a mano, per diversi suoi colleghi che avevano immediatamente apprezzato la valenza di questa nuova tipologia di borsa fotografica, realizzata in resistente ma al contempo leggera Cordura. Molti negozianti di New York, da Adorama a B&H ordinarono a Weinreb i primi lotti di borse, e le prime venti borse divennero così duemila: nacque la prima fabbrica, proprio nel pieno centro di New York che venne poi trasferita a Brooklyn negli anni Novanta e affiancata da una unità produttiva ancora più grande in Irlanda.

Tenba è un termine tibetano, che significa robusto, forte: il nome è stato suggerito a Weinreb dalla moglie Campa Namgyal, tibetana.