L'aquila

A cura di: Marianna Santoni , Davide Vasta , Gaspare Grammatico, Nino Lombardo

La strada che ci conduce all'albergo, appena arrivati a L'Aquila, è semi deserta. Preannuncia un brusco cambiamento del nostro modo di vivere la quotidianità, un insolito che ci prende di sorpresa anche se ci sentivamo pronti a tutto.
Lasciamo la macchina ed entriamo in quello che è tutto ma non un albergo. È un soggiorno, una cucina, un salotto di casa, un vero e proprio “spazio domestico” pieno del movimento delle persone che vi abitano e che pulsano vivendo nella loro apparente normalità.
In questo caso Marc Augé non avrebbe potuto definirlo un "non luogo".

Quest'hotel è diverso da tutti gli altri. Negli hotel frequentati normalmente da gente di passaggio non si scorgono persone in pantofole e vestaglia che guardano la TV nella hall.

Marianna Santoni

Affianco alla reception una zona è stata temporaneamente attrezzata per aumentare la capacità del ristorante. Viviamo subito la tipica confusione dei luoghi "familiari", quelli nei quali non bisogna fare piano. Perché un po' di vita qui ci vuole proprio. E fa anche bene.

Saliamo verso la camera, e nei lunghi corridoi che danno accesso alle varie stanze, notiamo nuovi segnali che descrivono la situazione d'emergenza: alcune camere sono diventate la sede temporanea di studi professionali, e accanto ai numeri sulle porte, troviamo targhe che recitano: "studio legale", "commercialista", ecc...
Ovunque domina la sensazione di una provvisorietà diventata permanente.

In camera ci assale una strana e del tutto nuova sensazione... cerchiamo di usare poca acqua, spegniamo presto la luce, come a non voler sprecare nulla e a non dare troppo disturbo.

Nino LombardoNino Lombardo

Il giorno dopo lasciamo presto l'albergo: destinazione "Lo Scatto De L'Aquila". Il giorno tanto atteso è arrivato; il culmine di un complesso lavoro di organizzazione, nato qualche settimana prima da un frenetico e inaspettato scambio di mail tra due sconosciuti (Marianna Santoni e il fotografo aquilano Roberto Grillo), oggi amici, che insieme, ma non da soli, hanno deciso di dare vita a questo evento per riaccendere finalmente i riflettori su una città che in troppi hanno già dimenticato.

Tutto il gruppo di lavoro si muove alla volta della sede del convegno: io, Roberto Grillo, Nino Lombardo e Gaspare Grammatico di Logica, Giuseppe Maio di Nikon e Davide Vasta. Ognuno si prederà cura di una parte del tutto, e il lavoro corale di ognuno sarà fondamentale per la riuscita dell'evento.

Gaspare Grammatico

Lungo la strada Roberto desidera mostrarci qualcosa, prima di rinchiuderci al riparo da tutto tra le "mura sicure" messe a disposizione per l'evento dalla Cassa di Risparmio de L'Aquila. Percorriamo un tragitto leggermente più lungo, e L'Aquila si mostra già da questi primi metri in tutto il suo drammatico cambiamento: siamo circondati da un assetto urbano sconosciuto, dove i palazzi ancora in piedi sono lacerati da enormi voragini, mentre quelli crollati lasciano un vuoto irreale, sopra un cumulo di macerie... Roberto, con la voce scossa di chi non si è ancora abituato a tutta questa nuova normalità... ci indica quello che resta delle case di alcuni suoi amici: "Quella era la casa di un mio amico; questa era una delle vie più trafficate della città; quel vuoto là tra due palazzi era la casa dello studente, quella dei ragazzi venuti a L'Aquila per studiare, crollata la notte del 6 aprile, con tutti dentro".
Tutto è ferito, i palazzi, le strade, il cuore.

Raggiungiamo la sede dell'evento. Dentro di noi e tra di noi si è creato un profondo silenzio che rende all'inizio davvero difficile anche solo pensare a come iniziare… non è da noi.

Nino Lombardo
Il 24 gennaio, per "Lo Scatto de L'Aquila" giungeranno 170 fotografi da tutta Italia.
La giornata si concluderà tra gli applausi e la commozione di tutti, spontanea e sentita.

Viene la sera. L'indomani avremo l'opportunità di entrare nella zona rossa, quella maggiormente colpita dal sisma... Roberto vuole però darci un piccolo anticipo di quello che vedremo, e ci accompagna nel centro città. Strade buie, quasi del tutto vuote... ogni tanto si incontra qualcuno che passeggia, ma è del tutto impossibile scorgere volti e dettagli... la penombra ci accompagna ovunque, il freddo ci taglia le mani.
Ci fermiamo in un bar, che ha riaperto da pochissimi giorni. Un'altra scena surreale... le luci accese dentro le vetrine sembrano mostrare un luogo vivo che non appartiene al contesto in cui si trova...
Dentro, le persone al bancone mostrano una fierezza senza eguali... e ci servono una gustosa cioccolata calda, come se nulla fuori fosse mai capitato.
Vogliono farci sentire a casa nostra. Ci riescono.

Giuseppe Maio

È già l'indomani. Lasciamo l'albergo di mattina presto, per dirigerci verso il centro della città, in quella zona offlimits, coperta dal silenzio.
I vigili del fuoco che ci accompagnano, ci spiegano come comportarci per rimanere in sicurezza... Indossiamo i caschi e ci addentriamo nel centro storico.

Dal primo istante ci circondano e ci accompagnano alcune figure "sospese"... è un gruppo di cani. A tutti regalano la stessa identica sensazione, quella che sembrano conoscere perfettamente il dramma che si è consumato a L'Aquila. Ci saranno vicini per tutta la durata del nostro "viaggio"... dall'inizio alla fine...

Marianna Santoni

La città appare deserta, sconquassata, vuota in tutti i modi in cui lo si può essere...

Le uniche figure umane, oltre a noi, sono quei pochi addetti ai cantieri, che si stanno occupando della messa in sicurezza di alcuni edifici.

Non ci sono linee urbane da decifrare e collocare in uno spazio o periodo storico. Tutto è fuori posto. Quel che resta è fragile oppure imbalsamato dai puntellamenti.

C'è una cattedrale angosciante: il soffitto e le navate sono completamente crollate... Il pavimento è un cumulo di detriti d'arte.

Marianna Santoni

Molti dei palazzi sono circondati da enormi travi di ferro, che ne ingabbiano la precaria struttura, per evitare che questi collassino...

Ci sono porte prive di un edificio alle spalle, interni a vista dalla strada, provviste un giorno disposte con cura in una dispensa e oggi abbandonate a cielo aperto sotto le intemperie.

Ci sono vie che non conducono più da nessuna parte... bloccate da cumuli di pietre venute giù dalle case adiacenti come sgretolate...

E poi, sparso ovunque, il segno tangibile che il tempo si è fermato a quel 6 Aprile: cartelli con scritto "torno subito" e "prossima apertura" ancora attaccati alle porte.
Rimaniamo commossi dall'inizio alla fine.

Davide Vasta

Il 24 gennaio 2010 "Lo Scatto De L'Aquila" è riuscito a riportare l'attenzione su un territorio dimenticato.
Quel giorno 170 fotografi da tutta Italia, hanno deciso di partecipare all'evento, donando una quota simbolica che ha permesso di raccogliere fondi per il progetto "Lo Spazio del Ricordo" www.terraemotus.it. Oltre a raccogliere circa 6.000,00 Euro, l'evento ha anche rappresentato un'importante occasione gratuita di formazione professionale per i fotografi abruzzesi terremotati. Infine grazie al contributo di Nikon, Epson, Tau Visual, X-Rite, Wacom, Sicilsat e Fotocult abbiamo raccolto diverse attrezzature, abbonamenti e tessere associative che doneremo, insieme a quelle che raccoglieremo per la seconda edizione, ai fotografi professionisti aquilani. Una piccola goccia in un mare, ma con un valore simbolico di grande rilevanza.

Nino Lombardo

L'evento è stato reso possibile solo grazie all'aiuto di tutti i partner: Logica, che si è occupata di tutta la logistica in modo efficiente e impeccabile e si è unita al progetto senza alcuna esitazione; Nikon, che ha dato un forte contributo sia a livello organizzativo e promozionale, sia attraverso la fornitura di attrezzature ai fotografi Aquilani proseguendo in questo modo, il percorso di sostegno nei confronti de L'Aquila, già avviato dopo poche settimane dal terremoto, e tutt'ora in essere.
Davide Vasta ci ha seguiti in ogni momento per riprendere e documentare tutto, realizzando alla fine dei due giorni questi due video:

• 24 gennaio 2010 - Il giorno della prima edizione de "Lo Scatto de L'Aquila"

• 25 gennaio 2010 - Il centro storico de L'Aquila così come lo abbiamo visto quel giorno:

 

 

LO SCATTO DE L'AQUILA TORNERA' L'11 APRILE
Per dare continuità a questo evento, l'11 Aprile 2010 torneremo nuovamente a L'Aquila, con l'intento di portare ancora più partecipanti del primo appuntamento. Per questo scopo, verranno realizzate due sessioni: la mattina e il pomeriggio.
Chiediamo a tutti un contributo, per aiutare attivamente i propri colleghi aquilani.
Tutte le informazioni su come partecipare, o anche fare una semplice piccola donazione, sono disponibili ai link indicati di seguito.

Per informazioni:
www.mariannasantoni.biz

Per iscrizioni:
http://www.logicamente.org
 

 

Nino Lombardo
Marianna Santoni
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Marianna Santoni
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Davide Vasta
Nino Lombardo
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Nino Lombardo
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