Già, cosa c'entra un Angelo
con due aquile, e soprattutto con tre Coolpix…:
è l'inizio di una grande
sfida umana, la missione Over
Everest che vedrà nelle prossime settimane
Angelo D'Arrigo impegnato nel volo
libero più alto nella storia dell'umanità.
Entriamo in punta di piedi nel dettagli tecnici e
scientifici della missione per focalizzarci tra poco
su quello che Nital,
come partner della missione
ha messo a disposizione.
Una tripla sfida, umana, tecnica, e nella simbiosi
tra l'uomo e la tecnologia.
La sfida umana parte dall'imprinting
che D'Arrigo, sulle orme del grande etologo Konrad
Lorenz ha dato a una coppia
di aquile himalyane, nate sotto le ali del
suo deltaplano e già abituate, ancora allo
stato embrionale, ad ascoltare la voce di D'Arrigo.
D'Arrigo ha insegnato a queste aquile a volare
prima, a cacciare poi.
La grande sfida sarà risalire la corrente ascensionale
dell'Everest, superarlo e planare, insieme alle sue
aquile verso il Nepal.

D'Arrigo scatta con una delle Coolpix 5400 che
prenderanno parte alla spedizione:
si nota il cavo collegato alla macchina che
trasmette alla fotocamera sia l’energia
che il consenso per lo scatto. La foto è
stata scattata da un'altra Coolpix
posizionata all'interno della camera ipobarica
- © Copyright Spin360 |
Tra i partner è stata coinvolta
anche l'Aeronautica Militare
Italiana che ha messo a disposizione di Angelo
D'Arrigo la camera ipobarica
del reparto di Medicina Aeronautica e Spaziale del
Centro Sperimentale Volo A.M. di Pratica di Mare,
dove è stata simulata una salita programmata
fino a 42.000 piedi (circa 13.000 metri) e una discesa
con sosta a 8.000 metri senza maschera d'ossigeno
dove sono state eseguite le prove
di tolleranza all'ipossia, cioè alla
mancanza di ossigeno: con l'esecuzione di un tecnica
psicofisiologica di rilassamento D'Arrigo è
riuscito a resistere in stato di coscienza fino a
oltre 4 minuti.
Il deltaplano
impiegato è un prodigio tecnologico in cui
la fibra di carbonio e altri materiali e tecnologie
di derivazione spaziale gli permetteranno di diventare
egli stesso l'aquila guida
e portare i suoi "piccoli" a superare la
cima dell'Everest.

6 marzo 2004: Il fotografo Livio Bourbon impegnato
nel backstage
durante la prova di volo libero nel cielo romano
di Guidonia, dove nel 1938
venne effettuato il record mondiale di altitudine
del noto
aviatore italiano Mario Pezzi - © Copyright
Spin360 |
Difficile spiegare a parole un
simile progetto e soprattutto raccontarne l'evoluzione
fino al grande giorno e al gran finale: è per
questo che sul deltaplano non sono stati inchiavardati
tre giornalisti armati di penne e taccuini ma
tre Coolpix 5400; ed è per lo steso
motivo che tutta la missione, sia la parte di avvicinamento
che il volo stesso fino alla planata e all'atterraggio
finale verranno seguiti da terra sempre attraverso
i mirini di un'imponente batteria di fotocamere. Il
tutto verrà naturalmente anche filmato
e potremo essere a fianco di Angelo D'Arrigo a settembre,
durante una puntata speciale di Superquark.
Ma, senza nulla togliere – al contrario –
all'importanza scientifica, didattica ed emozionale
del documentario, sicuramente questa missione resterà
impressa negli occhi e nei cuori di tutta l'umanità
attraverso una delle fotografie che, scelte tra le
centinaia di migliaia che verranno scattate, rappresenterà
in modo univoco e universale l'intera missione. Ed
eccoci alle tre Coolpix 5400
"on board" e alle svariate
"D" che seguiranno da terra l'evento.

Quota 42.900 piedi: si intravede all’interno
della camera ipobarica D’Arrigo
che sta scattando con successo con una delle
Coolpix già predisposta per lo
scatto definitivo in volo © Copyright Spin360
|
Le tre Coolpix 5400 montate sul
deltaplano sono state opportunamente scafandrate
per resistere alle temperature
estreme (fino a –50°C):
i gruppi batterie
sono stati posizionati all'interno del "guscio
di sopravvivenza"
così da poter beneficiare della temperatura
corporea di Angelo; i comandi
di scatto sono collegati
a un unico pulsante
la cui pressione permette lo scatto simultaneo di
tutte e tre le macchine; le macchine sono state settate
su WB automatico
e priorità di
diaframmi, la messa
a fuoco su MF bloccata
su una corretta distanza intermedia per poter approfittare
della profondità di campo, lo zoom è
stato bloccato sulla minima
focale grandangolare, che
corrisponde al 28mm nel formato 24x36mm.
Da terra sia il backstage della
preparazione che gli scatti al volo delle "tre"
aquile verranno eseguiti con Nikon
D1X, D2H,
D100
e F5
(su Velvia 50), con praticamente tutto il parco ottiche
professionale disponibile. Ogni giorno le CF verranno
scaricate e le foto masterizzate su DVD, mentre gli
scatti migliori verranno già inviati in Italia
attraverso un sistema satellitare.
Nei nostri intendimenti ci sarebbe quello di seguire
in qualche modo tutta la missione fino al momento
cruciale del sorvolamento dell'Everest con "collegamenti"
settimanali al campo base e relazionandovi sullo stato
delle cose, compatibilmente con le certe difficoltà
tecniche e non solo a cui la spedizione è già
preparata.

Angelo D’Arrigo in camera ipobarica prende
dimistichezza con una delle Nikon Coolpix 5400
che "saliranno" fino alla quota di 43.000
piedi smulati (circa 14.000m) per poi salire tra
qualche settimana alla quota reale di oltre 9.000m
slm - © Copyright Spin360 |
Ad occuparsi dell'imaging il
gruppo Spin360:
Livio Bourbon (fotografo), Andrea
Brambilla (regista) ed Enrico Paronuzzi
(sound Designer) si occuperanno di "immortalare"
l'impresa; il gruppo Spin360 è specializzato,
ovviamente a 360 gradi, nella realizzazione di immagini
in affiancamento a imprese estreme, come in Fly Over
Everest di cui sono i reporters ufficiali.
La collaborazione con Nital
iniziò nel 2002
con la realizzazione del film "Two
for one" e del relativo
reportage fotografico. Il tema erano le mine antiuomo
nelle regioni più martoriate della Cambogia
Settentrionale.
Saranno tante le cose e le sinergie
uomo-macchina che dovranno funzionare impeccabilmente
durante il momento "top" della missione,
quando lo "stormo" sorvolerà la vetta
più alta del mondo. L'imponente gruppo di persone
che ha affiancato e affiancherà D'Arrigo durante
tutta missione è certa del risultato, non ultimo
della enorme responsabilità che è stata
affidata alle tre Coolpix 5400 che saranno le sole
testimoni (insieme alle videocamere) del conseguimento
di questo eccezionale risultato. Qualcuno vorrebbe
toccar ferro ma siamo nel mondo della fibra di carbonio
e dei compositi: quello che più ci ha colpito,
durante la presentazione della missione è la
parola "volontà"
con cui D'Arrigo ha sottolineato tutta la massacrante
ideazione,
preparazione
e realizzazione
della missione: una volontà di ferro –
o di carbonio – è in realtà il
vero anello di congiunzione tra tutti questi sistemi
e le relative variabili che potranno incontrare. Sulla
volontà di D'Arrigo non si discute, e sulla
preparazione delle Coolpix 5400 neppure.
Buona fortuna a tutti e a presto
su questo monitor!