Editoriale
La cultura visiva,
dell'immagine, per molti la cultura trionfante del
nostro tempo, è fatta di fotografia,
l'ambito principale della nostra rivista, e in senso
più classico di pittura
(come di architettura
e discipline affini) e certamente anche di cinema,
tv, video,
fumetto.
Il numero di fine anno di Sguardi
rivolge in gran parte la sua attenzione al cinema
e ai suoi intrecci con l'immagine
fissa.
L'intervista è a Vittorio Storaro,
uno dei direttori della fotografia
più prestigiosi della cinematografia mondiale
(tre volte premio Oscar), anzi cinemato-grafo
come ama definirsi, e cioè "autore della
cinemato-grafia, della foto-grafia cinematografica",
che proprio in questi giorni pubblica il terzo e ultimo
volume della sua trilogia dedicata allo scrivere
con la luce: non solo libro ma progetto
di una vita, enciclopedia di un visionario,
un ricercatore, uno studioso di quanto filosofi, pittori,
scienziati di tutto il mondo hanno speso in ricerca
intorno al mistero della visione,
operazione utilissima per chi continua giustamente
a interrogarsi su come catturare/creare immagini.
Ai vent'anni di foto di Wim
Wenders, sofisticato regista tedesco con
la passione della macchina
fotografica (panoramica), è dedicato il secondo
spazio di questo numero in occasione dell'uscita in
Italia del suo ultimo libro: Immagini
dal pianeta Terra, 55 foto molto personali
di outback australiani,
Midwest americani, vicoli
cubani, foreste giapponesi.
Sguardi continua il discorso sul cinema
con la sezione dedicata a L'attimo
fuggente, un'esposizione (e relativo volume)
che a partire dalle considerazioni di Renzo
Piano, uno dei maestri dell'architettura
odierna, sul valore dell'istantanea
esplora i rapporti tra cinema
e fotografia, racconta
come dall'immagine fissa
si sia passati a quella in movimento
e quindi al cinema, con una carrellata di immagini
strepitose dalle prime gloriose sperimentazioni
delle potenzialità dello strumento alle foto
glamour o reportage
dei nostri giorni.
È il turno, poi, di un omaggio
a un eroe cinematografico
relativamente recente, il campione di avventura, temerarietà
e autoironia Indiana Jones, in occasione
della recente uscita dei suoi tre
film in dvd, in attesa del nuovo, quarto,
episodio della serie annunciato per il 2005.
Voltiamo pagina e lasciamo il cinema.
Numero di fine anno, citazione (quasi) inevitabile
- dopo quella del calendario di Salgado
del numero scorso - del nuovo Calendario
Pirelli, evento vero nel settore iperinflazionato
e vagamente kitsch dei calendari. Perché quest'anno
(quarantennale dell'iniziativa) il calendario firmato
da Nick Knight è quantomeno
decisamente innovativo,
pieno di colori e idee, fornite al fotografo inglese
da attrici, scrittrici, stiliste in vena di fantasie
oniriche.
Numero di fine
anno, invito al viaggio doveroso
in tempi di feste e fughe
più o meno brevi: verso due destinazioni
di corta-media distanza, che si somigliano, pur nella
diversità, e rappresentano scenari
ideali per itinerari anche fotografici: la
Toscana e la Provenza,
già sedi di importanti rassegne e workshop
fotografici, da esplorare partendo da hotel pieni
di carattere di cui parliamo in dettaglio.
A chiudere, le news.
Due libri e due mostre.
Un Atlante della pittura
(dal Mille al Duemila), per rafforzare la propria
cultura pittorica e potenziare il background dello
sguardo, e poi storia e mito, con molte immagini,
della Leica. Infine,
la mostra a Napoli delle fotografie del nippo-statunitense
Hiroshi Sugimoto, tra arte concettuale
e riferimenti classici, e le bizzarrie dell'esposizione
a Milano di Gérard Rancinan
Art à mort, un
viaggio nell'universo creativo
di alcuni tra gli artisti
più significativi del panorama dell'arte contemporanea
internazionale, dove il corpo
è la tela, il sangue
il colore, il gesto il
pennello.
Buon anno nuovo con le visioni
di Sguardi.
Antonio
Politano [
]