Editoriale
Reportage: inchiesta
o servizio giornalistico
e/o fotografico che descrive fatti e avvenimenti dopo
esserne stati testimoni oculari. Questa, più
o meno, la definizione
che si può tirar fuori confrontando un paio
di vocabolari della lingua
italiana. Al reportage,
alle storie raccontate dopo averle osservate da vicino
e dentro, è dedicato
per intero il numero di apertura
del nuovo anno di Sguardi.
Categoria totem, mito e feticcio, anima di molte riviste
in epoca pre-televisiva, ucciso (a sentire gli addetti
ai lavori) dalla cascata di immagini della tv invasiva,
il reportage – di guerra,
sociale, geografico,
eccetera – continua a vivere e a ricavarsi spazi
(in riviste generaliste, femminili, di viaggio, ecc.)
per raccontare attraverso l'insieme di scatti unici
delle storie, dei luoghi, delle tendenze.
L'agenzia VII,
da quando è nata nel 2001, si è subito
imposta come uno dei marchi di qualità
nella produzione di reportage. Sguardi
segnala Inviati di guerra,
la seconda grande collettiva
dell'agenzia che il Centro Internazionale
di Fotografia Scavi Scaligeri di Verona ospiterà
dal 19 febbraio al 18
aprile prossimi, riflessione sul tema del lavoro
del fotoreporter di guerra
attraverso otto contributi
scelti dagli autori stessi tra i molti reportage realizzati
in aree e situazioni di conflitto diverse.
La vetrina
di questo numero ospita un giro del mondo sulle tracce
dei popoli della Terra
e dei loro diversi stili
di abbigliarsi , una
vetrina-panoramica tratta anche dai ricchi archivi
di National Geographic.
Spazio poi a due riviste italiane.
Internazionale è
oggi in Italia "la" rivista
che racconta il resto del mondo, una
presenza riconoscibilissima nello scarno panorama
editoriale italiano che guarda anche a cosa succede
fuori dai propri, angusti,
confini. L'Europeo ha
oggi una cadenza bimestrale e monografica; Sguardi
segnala l'ultimo suo numero, dedicato ai grandi
reportages della rivista, realizzati con "una
chiave giornalistica
che purtroppo il giornalismo attuale ha dimenticato
o trascura: il racconto,
la narrazione in presa diretta
di chi è andato, ha ascoltato, osservato e
quindi riferito", con parole,
per immagini.
Parlando di riviste, l'omaggio
- inevitabile - è alla statunitense Life,
per decenni "il" magazine
che portava notizie e immagini da tutto il mondo,
esempio e modello di fotogiornalismo,
reportage, anche all'estero,
in Europa. Un mito, per tutti, che rivive oggi nei
Life Books
che segnaliamo.
In un'epoca in cui più
di un terzo
della popolazione mondiale vive in paesi dove non
esiste libertà
di stampa, l'associazione
Reporters senza frontiere
si batte per difendere il diritto di informare
e di essere informati;
Sguardi
ne segnala le attività e le pubblicazioni (l'ultima,
un libro di Helmut Newton) di fondamentale
importanza per l'autofinanziamento.
Anche se non è strettamente
reportage, quello degli autori
delle guide turistiche è un lavoro che raccoglie
informazioni di prima mano; di qualità e assoluta
affidabilità, se poi si tratta delle mitiche
Lonely Planet
(di cui ricorre il trentennale),
le guide più usate dai viaggiatori
indipendenti, che spesso
fanno parte anche del bagaglio
dei reporter, giornalisti e fotografi in giro per
il mondo.
Le news,
infine, presentano un sito, un libro, una mostra:
www.reportage.org,
dedicato alla pubblicazione di servizi di fotogiornalismo;
l'ultima raccolta di articoli di Ettore Mo,
uno dei migliori reporter
italiani, "I dimenticati", storie di genti
che vivono ai margini
del mondo globalizzato,
in territori
in cui di solito non osiamo avventurarci e che la
tv
o non mostra o snatura; e la mostra-testimonianza
di Li Zhensheng, "L'odissea
di un fotografo cinese nella Rivoluzione Culturale
(1966-1976)".
Buon viaggio nei mondi
del reportage con Sguardi.
Antonio
Politano [
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