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A cura di:

Homo Urbanus Europeanus
Jean Marc Caracci

Il mio soggetto preferito è sempre stato l'uomo e la strada, l'uomo fotografato in un ambiente urbano. Ispirato da fotografi come Henri Cartier Bresson, Elliott Erwitt e Raymond Depardon (così come dallo stile del pittore americano Edward Hopper), mi sforzo di catturare istanti di vita.

© Jean Marc Caracci
© Jean Marc Caracci - Istanbul - Ottobre 2008

Mi si chiede spesso perché fotografo solo persone, e perché sempre in un contesto naturale, mai posati o in studio. In realtà concepisco la fotografia come un lavoro di detective. In un certo senso, percorrendo le città con la mia macchina fotografica in mano, indago sul vai-e-vieni della gente, su come le persone si muovono, si spostano, comunicano. Come mi ha detto un amico psicologo, se uso in questo modo la fotografia per osservare la gente, è probabilmente una maniera per mettermi in relazione con gli altri, per confrontami, forse per rassicurarmi, ma in ogni caso si tratta di una ricerca di sé.

Il mio progetto Homo Urbanus Europeanus presenta essenzialmente dei personaggi solitari, esseri umani sorpresi nelle aree urbane, catturati in un contesto più ampio possibile (lavoro con un’ottica fissa, 28 mm, montata su una Nikon D200). Si tratta quindi di andare a caccia dell'individuo, di isolarlo dalla folla, di sorprenderlo durante quei momenti (spesso fugaci) dove è solo con se stesso, da qualche parte nella città, in piedi, seduto, in attesa di qualcuno, o più spesso, semplicemente in cammino.

© Jean Marc Caracci
© Jean Marc Caracci - Oslo - Agosto 2008

Naturalmente, i miei personaggi non sanno di recitare un ruolo a loro insaputa, non sanno che li metto in scena nel loro contesto naturale. A questo proposito, quando la gente mi chiede se ho usato dei modelli in una foto o l’altra, sorrido e dico che questo è il più grande complimento che mi si possa fare. Come mi piace dire, parlando del progetto di Homo Urbanus Europeanus, sono al lavoro per l'Europa. Su un piano filosofico, il progetto è chiaramente una scelta politica. Il contesto è l’Europa, e soprattutto le sue capitali; l'idea è di riunire, attraverso la magia della fotografia, l’insieme dei paesi europei, che hanno già aderito all'Unione europea o non ancora.

© Jean Marc Caracci
© Jean Marc Caracci - Reykjavik - Luglio 2008

Le immagini del progetto Homo Urbanus Europeanus, che siano state realizzate a Varsavia, Bruxelles o Tallin, sono caratterizzate dalla loro "europeità". Ogni particolarità nazionale o culturale deve rimanere fuori campo. Naturalmente, in pratica, questo non è sempre facile (come, ad esempio, a Roma, dove tutto sembra essere così “romano”, ma è così che io lavoro, il più possibile lontano da luoghi tipici e percorsi turistici). Pertanto nessuno può riconoscere un paese o una città guardando le fotografie del progetto (ad eccezione forse dei loro stessi abitanti), ma tutti noi possiamo riconoscere l’Europa in ciascuna di esse.

Il progetto Homo Urbanus Europeanus ha avuto inizio a Bratislava, nel giugno 2007. In seguito è stata la volta di Riga, Vilnius, Sofia, Madrid, Varsavia, Roma, Lubiana, Zagabria, Belgrado, Helsinki, Tallin, Reykjavik, Parigi, Bruxelles, Oslo, Stoccolma, Praga, Berlino e infine Istanbul. Nuove capitali seguiranno nel 2009 e nel 2010, come Lisbona, Bucarest, Londra, Dublino, Vienna, Mosca, Budapest, ecc.

© Jean Marc Caracci
© Jean Marc Caracci - Roma - Aprile 2008

Chi sono
Sono nato in Tunisia nel 1958, da genitori, nonni e bisnonni siciliani. A 9 mesi, ho lasciato la Tunisia e siamo venuti a vivere a Montpellier, nel sud della Francia. Pratico la fotografia dall’età di 15 anni, da quando ho iniziato con la vecchia Zenith di mio fratello Daniel. Ho imparato molto durante il mio servizio militare, come fotografo del reggimento. Dopo l'esercito, ho iniziato a lavorare per la società Autoroutes du Sud de la France, un lavoro che mi ha dato la libertà di realizzare i miei reportage e di organizzare diverse mostre in Francia e all'estero (Polonia, Ucraina, Egitto). Dal 2006 mi dedico a tempo pieno alla fotografia, principalmente al progetto Homo Urbanus Europeanus. Avendo pochi soldi per vivere in questo momento, ho investito tutto il mio cuore, tutto il mio tempo e la mia energia nella sua realizzazione, nella speranza che presto raccoglierò i frutti di questo lavoro.

© Jean Marc Caracci
© Jean Marc Caracci - Vilnius - Settembre 2007

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