Il fuoco corretto, ancor prima della precisione dell'esposizione, è uno degli aspetti tecnici che più possono minare la qualità di uno scatto. Una foto sotto o sovraesposta si può sempre correggere mentre su una foto sfocata è praticamente impossibile intervenire. Nikon ha sempre dato grande importanza a questo aspetto, dotando le proprie reflex di tutte le tecnologie più sofisticate disponibili per venir incontro alle esigenze di precisione del fotografo. Si son visti pentaprismi luminosi e in alcune reflex anche intercambiabili, il tutto condito con schermi di messa a fuoco universali e specifici per particolari esigenze, a cui si aggiungono una serie di ulteriori dispositivi studiati appositamente per facilitare o permettere di raggiungere il fuoco corretto con facilità e in breve tempo.
In passato l'unico sistema utile per mettere a fuoco si basava sull'occhio del fotografo che valutava criticamente l'immagine che vedeva nel mirino della reflex. Quest'ultimo, d'altra parte, si presentava molto luminoso, ampio, comodo da osservare e con un contrasto fuoco/fuori fuoco molto accentuato.
Inutile dire che Nikon con le varie ammiraglie Nikon F, F2, F3 e F4 ha sempre proposto una reflex con pentaprisma intercambiabile per permettere di utilizzare il modello più adatto all'impiego e schermi di messa a fuco studiati per offrire le migliori prestazioni in base all'obiettivo o al campo d'impiego degli stessi, insomma, soluzioni decisamente raffinate che hanno contribuito e continuano a farlo nella realizzazione di immagini tecnicamente perfette. Il successivo avvento dell'era dell'autofocus ha modificato, in parte, gli aspetti chiave nel processo del raggiungimento del fuoco ottimale; la visione a mirino non è più infatti così determinante, in quanto è l'elettronica della fotocamera a valutare quando il soggetto è a fuoco, e lo fa con una precisione tale che anche il più esperto dei fotografi, non può immaginare di far meglio. E così sono cambiati anche gli ausili di messa a fuoco: il pentaprisma intercambiabile non è più così determinante, e quando occorre osservare l'immagine dall'alto, invece che un mirino a pozzetto, ora si fa uso di un più comodo mirino angolare. Anche gli schermi di messa a fuoco non devono più mostrare il passaggio fuoco/fuori fuoco con decisione, ma devono essere per lo più molto luminosi, per permettere di inquadrare con facilità il soggetto anche in condizioni di illuminazione non ottimali o con ottiche zoom poco luminose.
Abbiamo già visto comunque che in casi particolari, anche le moderne reflex digitali possono montare schermi di messa a fuoco ottimizzati per alcuni impieghi, come la serie D2 e D3 mentre per gli altri modelli sono disponibili prodotti aftermarket come lo schermo Katz Eye già sottoposto a eXperienxe qui.
Ma vediamo nel dettaglio cosa propone il catalogo Nikon tra gli accessori mirino per aiutarci nella messa a fuoco corretta.

Questo documento non tratterà gli schermi di messa a fuoco che saranno proposti in una successiva dedicata.