Trasformiamo
il 55-200DX in Micro
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Immagine realizzata ad 1/60 sec.
con diaframma tutto chiuso (f.32)
alla massima focale (200 mm.)
ed ISO 200 con l'impiego
del flash incorporato.
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Poter realizzare delle ottime macro
anteponendo solamente un filtro a vite davanti all'ottica
(disponibili in diverse gradazioni), è il metodo
più economico e redditizio che esista per ottenere
un buon risultato.
Una lente addizionale (filtro close up) avvitata
davanti alla lente frontale dell'ottica utilizzata
non potrà certo offrire la stessa qualità
di immagine derivata dall'impiego di un ottica
micro, ma certamente un risultato molto simile soprattutto
in certe dimensioni di stampa.
Dobbiamo anche considerare che la spesa è
limitata a pochi euro (circa € 12 cad. filtro
close up Cokin), ed è una soluzione tascabile
che offre la comodità di non portarsi dietro
altre ottiche, senza per questo dover rinunciare alla
fotografia macro.
Possiamo tranquillamente parlare di macro, e non
di fotografia a distanza ravvicinata, in quanto con
un solo filtro +3D superiamo il rapporto RR=1:1, raggiungendolo
addirittura sulle dimensioni dello stesso sensore
da 6 milioni di pixel (mm. 23,7x15,6)
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Prendendo come riferimento le dimensioni della
pellicola, con il filtro close up +2D otteniamo
un rapporto
RR superiore ad 1:1 misurando 32
mm. circa sul lato lungo.
Mentre con il filtro +3D raggiungiamo un RR
= 1.5:1 misurando 24 mm. sul lato lungo.
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Immagine realizzata a mano libera
ad 1/1250 sec. ISO 220 con diaframma f.18 alla
massima
focale (200 mm.). Come possiamo notare la profondità
di campo è veramente limitata (close
up +3D).
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Utilizzando questi filtri close
up che consentono forti
ingrandimenti, saremo costretti a prestare
maggiori attenzioni nella messa
a fuoco, anche per effetto della limitata profondità
di campo derivata dalla focale utilizzata, e nel tempo
d'esposizione che ci costringerà a tempi
brevissimi d'esposizione per evitare il micromosso
o il mosso.
In macro fotografia,
l'uso di un cavalletto sarebbe indispensabile,
soprattutto per controllare con assoluta precisione
la messa fuoco, abbastanza difficoltosa se eseguita
a mano libera.
Inoltre, con questi filtri, sarà quasi impossibile
utilizzare il sistema autofocus
quando utilizzati su un'ottica che non è
dedicata alle riprese a brevissima distanza (ottiche
Micro). Il movimento delle lenti è troppo veloce
per riuscire a cogliere al primo
tentativo il punto desiderato per la messa
a fuoco.
Il 55-200DX dispone di
una ghiera per la messa a fuoco
manuale dal movimento molto fluido e preciso
che consente di utilizzare questi filtri senza alcuna
difficoltà.
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Ottimi risultati si otterranno a focali più
contenute,
per ottenere maggiore profondità di campo,
come in questo esempio alla focale
135 mm. f.18 ad 1/400 sec. ISO 250
(close up +3D)
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