| L'utilizzo
del Fisheye
La storia di questa lente progettata
inizialmente per scopi e studi scentifici, Meteorological
Agency, National Defense Academy e il NHK (Giappone
Broadcasting Corporation), fu adottata presto dal pratico
sistema SLR, affinando le vaste possibilità offerte
da un estremo angolo di campo permesso da questo sistema.
Fruire di un angolo di visione superiore ai 180°,
era un esempio di composizione fotografica mai affrontata
sino all'ora, il noto 6mm f/5,6 seguito subito dopo
dal prodigioso 6mm f/2,8 permetteva addirittura una
visione a 220°, subito vennero allertate le prime
scuole di pensiero sullo studio compositivo e molti
fecero i primi tentativi di riportare un immagine piacevole
anche se sottoposta a distorsioni estremizzate.
Ai nostri giorni il flusso contagioso
dei primi passi al Fisheye è superato, rimane
comunque la "ricercatezza" della sempre piacevole
novità, un gusto tutto particolare di vedere
i propri scatti, non artefatti ma con prospettive e
dinamiche non sempre consone alla normale interpretazione
della fotografia.
Naturalmente a questi entusiasmi si contrapponevano
difficoltà per i fotografi che, il più
delle volte facevano desistere l'interessato, come ad
esempio l'impossibilità nell'utilizzo di filtri
montati frontalmente, l'inattuabilità con supporto
pellicola ad un processo di correzione distorsioni o
aberrazioni dovute ai raggi incidenti ed estremamente
obliqui sull'asse delle ottiche stesse.
Il nuovo e prestazionale Nikkor 10,5mm
f/2,8 DX ultimo nato in casa Nikon presenta alcune particolarità
che rendono tale ottica una possibile meta per coloro
che ricercano proprio nelle tipiche deformazioni geometriche
una modalità di espressione fotografica. Il Nikkor
10,5mm f/2,8 DX offre la possibilità di inserire
i filtri in gelatina nella parte posteriore dell’ottica
invece che sulla lente frontale per evitare le fastidiose
e conseguenti vignettature. Dispone di un dedicato paraluce
a "tulipano" che offre soluzione a diversi
problemi legati a riflessi, tra cui i fastidiosi raggi
trasversali.
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Grazie all'avvento delle tecnologie
del formato DX, le dimensioni di questa tipologia di
obiettivi sono state ridotte notevolmente rispetto le
precedenti versioni. Il Nikkor 10,5mm f/2,8 DX produce
immagini con colori vivaci e saturi con aspetti di aberrazione
cromatica "virtualmente assente". Non presenta
significativi effetti di caduta di luce ai bordi così
come quasi assenti sono le riflessioni interne (ovviamente
finché tutta la luce che attraversa le lenti
concorre alla formazione dell’immagine). Anche
la comparsa di immagini "fantasma" risulta
ben controllata. Il limite di messa a fuoco minima di
soli 0,14m aumenta le opportunità di scattare
foto indiscutibilmente fuori dal comune.
Il Nikkor 10,5mm f/2,8 DX detiene il
primato come primo obiettivo Fisheye appositamente calcolato
per una reflex digitale, con un cerchio d'immagine dimensionato
per coprire esattamente il costante formato digitale
Nikon DX ricoperto dai sensori utilizzati su tutte le
Nikon DSLR. Il campo visivo ricoperto sulla diagonale
è pari a 180° come l'equivalente copertura
offerta dal 16mm per il formato "24x36".
Il sistema Nikon per la correzione
alle brevi distanze (CRC) assicura risultati brillanti
alla distanza minima di messa a fuoco (3cm dalla lente
frontale). Lo specifico scema ottico consente di conferire
il massimo risalto ad un piccolo dettaglio in primissimo
piano, mentre l'estremizzata profondità di campo
mantiene sufficientemente nitidi sia i piani intermedi
sia lo sfondo. Grazie ad un peso contenuto in soli 305
grammi e alle dimensioni pari a 63x62,5mm, l'obiettivo
risulta compatto e molto maneggevole.
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