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Il nudo fra ideale e realtà

Fino al prossimo 9 maggio la Galleria d'Arte Moderna di Bologna ospita "Il nudo fra ideale e realtà, una storia dal Neoclassicismo ad oggi": due grandi mostre, sotto la medesima guida di Peter Weiermair, Direttore della Galleria d'Arte Moderna di Bologna, che affrontano con straordinaria ampiezza il tema del Nudo, la prima percorrendo oltre duecento anni di storia dell'arte (da Canova a Picasso, da Gauguin a Magritte, da Klimt alla Pop Art), la seconda l'intera storia della fotografia.



© Wilhelm Von Gloeden


© Bettina Rheims

Le opere in mostra, concesse in prestito dai maggiori musei d'Europa e d'America e da numerose storiche collezioni private, comprendono celebri capolavori di molti fra i grandi maestri della pittura e della scultura dalla fine del Settecento ad oggi, e le fotografie dei fotografi che hanno fatto la storia della fotografia.



© Herb Ritts


© Annie Leibovitz

La mostra dedicata alla fotografia inizia da una rara raffinatissima serie di dagherrotipi finemente ritoccati a colori, incunabolo di una pratica artistica dai contenuti spesso provocatori, esplicitamente erotica anche se occultata dai richiami del classicismo.
Attraverso la fotografia dell'Ottocento si giunge al pittorialismo e poi alle rivoluzioni contemporanee dell'America di Steichen e alla fotografia tedesca e boema dei primi decenni del XX secolo.
Oltre metà della mostra è costituita da opere della seconda metà del Novecento quando la "civiltà dell'immagine", spingerà molti fotografi a superare i confini imposti dalle pruderie borghesi e a sostenere con forza le diverse identità sessuali.



© Helmut Newton


© Henri Cartier-Bresson

Ecco come i curatori della mostra presentano la sezione dedicata alla fotografia: "Fin dall'invenzione della fotografia, nella prima metà dell'800, il nudo costituiva, assieme al ritratto e al paesaggio, uno dei soggetti preferiti degli artisti. Il giovane mezzo visivo talvolta sostituiva addirittura la pittura realistica dell'epoca, talvolta era utilizzato come progetto per il dipinto, soprattutto però serviva nell'800 in maniera funzionale per le accademie, come ausilio alla pittura, i cui temi erano iconograficamente ripresi nella fotografia. Con numerosi pretesti, come la danza, lo sport, l'esotismo e le scienze, il nudo fotografico, nato con un intento erotico, diventava pubblico e veniva introdotto "in società".



© Irving Penn


© Hideki Fujii

Soltanto dal periodo della Foto-Secessione, con le sue immagini impressioniste che ricordano l'arte grafica di un'epoca passata, il nudo fotografico diventa "artistico". Questa mostra documenta, con numerosi esempi straordinari, lo sviluppo storico-stilistico del nudo nella fotografia che, nella prima metà del 900, corre parallelamente all'evolversi dei vari movimenti creativi negli altri mezzi artistici: pittura, scultura e disegno. Il dadaismo, il surrealismo, il futurismo, il costruttivismo, ma soprattutto la Nuova Oggettività, trovano nella fotografia un loro mezzo d'espressione congeniale e contemporaneo alla pittura. L'opera di alcuni artisti come Man Ray o Laszlo Moholy-Nagy, che utilizzano diversi mezzi espressivi fra cui la fotografia, testimoniano l'autonomia artistica di questo mezzo diventata decisiva nel XX secolo. Il nudo diventa nel corso del 900 un tema centrale grazie al quale gli artisti riescono ad esprimere la diversità nella visione della vita, negli ideali oscillanti dei canoni di bellezza e nelle varie aspettative dell'immaginario erotico. In questo contesto anche la fotografia glamour gioca un ruolo importante, dando origine ad una tradizione che, anche se con diversa funzionalità, diventa quanto mai rilevante per la fotografia contemporanea. Dopo la forte cesura provocata della seconda guerra mondiale, il nudo retrocede nella fotografia soggettiva in un periodo di conservatorismo e ritrosia. Soltanto grazie a quel movimento di apertura che nasce nel '68 e che combatte per la liberazione dalle norme e dai tabù, si manifesta una nuova e rafforzata coscienza del corpo umano. A partire dalla seconda metà del 900, all'utilizzo sempre più forte del nudo nella strategia di mercato, nella pubblicità e nell'ambito della vita pubblica in generale, gli artisti che lavorano con il mezzo fotografico contrappongono posizioni concettuali.



© Richard Avedon

© Rudolf Koppitz


I fotografi cercano, sempre più intensamente, di trovare nuove strategie: dalla ricerca e creazione dell'immagine stessa, all'ingrandimento che ricorda la pittura, alla combinazione di immagine e testo, strategie queste che conducono ad un intreccio sempre più forte e indissolubile della fotografia con la pittura e viceversa. Da strumento di mercificazione dei mass media nelle performance di Vanessa Beecroft a oggetto di manipolazione tecnologica in Stelarc, il nudo si afferma ancora oggi come la forma simbolica per eccellenza".
 

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