Editoriale
Fotografia come ricerca
espressiva o testimonianza,
interpretazione/ sperimentazione
o cronaca, documentazione,
denuncia? Il dibattito
è apertissimo,
eterno e irrisolvibile. A ciascuno il suo modo,
il suo interesse e stile,
forma di racconto. La
fotografia si declina al plurale.
E i festival sono le occasioni migliori per farsi
un’idea delle tendenze
dominanti, dei diversi punti
di vista offerti dai fotografi.
Sguardi
di luglio ne presenta due: i Rencontres
Internationales de la Photographie di
Arles, forse la più importante rassegna
al mondo, e il festival di fotogiornalismo Visa
pour l’image di
Perpignan. Il festival di Arles (curato quest’anno
dal fotografo inglese dell’agenzia Magnum Martin
Parr) continua a dichiararsi “generalista,
aperto a tutte le espressioni
e curioso di tutte le invenzioni”,
interessato ai nuovi e giovani talenti
e a rivisitare opere
riconosciute o ignorate. Perpignan,
invece, punta dritto sul fotogiornalismo:
e perciò la politica, i conflitti, le tragedie
umanitarie, ma anche gli approfondimenti
sulla scuola d’arte in Giamaica o sulla vita
quotidiana nel Corno d’Africa. E di fotografia
e informazione questo
numero di Sguardi si
occupa segnalando lo stimolantissimo sito (www.fotoinfo.net)
dell’Associazione Italiana
Giornalisti dell’Immagine, fondata e
formata da un gruppo di fotogiornalisti
indipendenti italiani.
Festival e poi mostre. Milano ha dato
vita quest’anno a una sua Estate
Fotografia, il cui appuntamento più
significativo è la retrospettiva
- 251 scatti, attraverso quarant’anni
di lavoro - di Franco Fontana, uno
dei maestri italiani
della fotografia a colori
(per il quale, a proposito del dibattito precedente,
“non esiste quello che vedete, esiste quello
che fotografate”). Il Centro
Internazionale di Fotografia Scavi Scaligeri
di Verona ospita un’altra
retrospettiva, Doni per caso,
le “semplici bellezze della vita ordinaria”
cercate e fermate in settant’anni
di carriera dall’obiettivo del francese
Willy Ronis.
Siamo felici di ospitare nelle nostre
pagine Inviati due fotografi
che ci hanno contattato per proporre il loro lavoro.
Giovanni Squitieri ci porta sotto
la superficie del mare di Taranto, convinto che anche
nei nostri mari mediterranei
si possano produrre immagini vicine all’intensità
emotiva dei mari tropicali. Lorenzo
Tugnoli racconta, oltre al proprio modo di
intendere la fotografia, il suo passaggio
(in b/n) nel Chiapas,
a cavallo dell’ultimo Capodanno, in occasione
dei dieci anni dall’insurrezione
zapatista.
Le news
segnalano: il lavoro che Lorenzo Castore
ha dedicato all’universo che scompare dei minatori
del Sulcis; la bellezza delle piante
essiccate del museo di Storia
Naturale di Londra nelle immagini di Nick
Knight; l’apertura, per la prima volta
nella sua storia, degli archivi
(anche fotografici) di una delle più prestigiose
istituzioni inglesi, la Royal
Geographical Society.
Chiudo ricordando, con dolore, la scomparsa
di Stefano. A lui, semplicemente, questo numero è
dedicato.
Antonio
Politano [
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