
© Luigi Tazzari - Oltremare |
Riviera romagnola,
d'estate, un fotografo. Finis Terrae nostrana-popolare,
offerta antica (il sole, il
mare, l'ombrellone, bagnini nerboruti e bellezze al bagno)
e post-moderna (disco/pub ogni stagione più trendy),
divertimentificio iperorganizzato
per supplire alla monotonia del paesaggio.
Le immagini di Luigi Tazzari
(raccolte nel volume Un'estate al
mare, Minerva edizioni, testi di Eraldo Baldini e
Roberto Mutti, pagine 112, euro 29) sono frammenti di vita
balneare, block-notes visivo, reportage dalla normale
quotidianità.

© Luigi Tazzari - Punta Marina |
Come scrive Mutti nell'introduzione, "Tazzari
ha percorso la riviera romagnola con un senso
antico del rapporto fra realtà e fotografia,
come avesse voluto assumere il ruolo del testimone
distaccato ma preciso, consapevole di osservare la quotidianità
ma di volerla consegnare alla storia, quella del costume
se non altro. Il suo è uno sguardo
diretto che si confronta con quanto succede senza la pretesa
di cogliere momenti insoliti
o di realizzare quelle inquadrature che poi vengono definite
artistiche, perché è consapevole che già
la realtà che gli sta
di fronte è così complessa e articolata da
non meritare forzature: basta
saperla osservare per poter
ricavare storie, racconti, apparizioni, sogni, speranze,
insomma tutto quanto un reporter
può pretendere dalla vita.
La prima sensazione che prova l'osservatore è quella
di trovarsi immerso in un vero
e proprio mondo: come nelle
leggende dell'antico eldorado cui si accedeva passando attraverso
un percorso accidentato o magari una grotta nascosta da
una cascata, anche qui c'è una soglia
misteriosa oltre la quale appare un universo senza confini
dove l'orizzonte si indora nei tramonti, la notte si illumina
di luci, la giornata si snoda in mille articolazioni che
sembrano negare con la loro esistenza una quotidianità
apparentemente dimenticata.

© Luigi Tazzari - Rimini |
Qui, infatti, il tempo
si dilata senza obbedire alla logica produttivistica che
lo scandisce per collegarlo alle attività lavorative,
qui lo spazio non è alienante come quello pensato
dai crudeli architetti disegnatori di open space.
Certo, il tappeto di asciugamani posti l'uno accanto all'altro
o la fila ordinata di chi attende prima di lanciarsi in
un toboga d'acqua ricordano i posteggi e le fermate degli
autobus, ma qui è il trionfo
dei colori esasperati, l'inseguirsi degli oggetti
particolari (i salvagente di ogni forma, gli ombrelloni
aperti e chiusi, i materassini dai cromatismi metallici,
le tende di Cesenatico belle come stampe d'epoca) a farci
capire che siamo in un altro mondo e che l'altro, quello
di tutti i giorni, è forse al
di là di certe leggere pareti fatte di cannucce,
di tela dalla trama ampia su cui si proiettano le ombre
dei bambini, di plexiglas su cui compaiono pesci dipinti.
Per quanto inevitabilmente silenziose,
le fotografie di Tazzari sembrano aver perfino eliminato
il lessico abituale di cui
ci nutriamo non solo in ufficio ma anche sui mezzi pubblici
o davanti agli aperitivi al bar, quando i colleghi di lavoro
continuano a parlare di obiettivi
e risultati, di progetti e, orribile a dirsi, di ottimizzazione
in una coazione a ripetere che prolungano anche quando nessuno
li obbligherebbe a farlo.

© Luigi Tazzari - Punta Marina |
Il mondo delle spiagge
è un'altra cosa, obbliga (si fa per dire) alla staticità
perché solo così si può lasciare che
il sole si depositi leggero sulla pelle finalmente liberata
dall'involucro dei vestiti in cui normalmente ci costringiamo,
ma permette anche di muoversi. Ognuno lo fa nei modi più
diversi, anche se il vero modello di riferimento è
quello dei bambini: tutti sembrano
aver recuperato una perduta dimensione infantile nei giochi
d'acqua, nel rincorrersi sulla spiaggia come anche
nel recuperare quei momenti di fissità dove lo sguardo
si perde verso un punto all'infinito e se qualcuno ci chiede
a cosa pensiamo, rispondiamo subito a niente.
Le fotografie di Tazzari sono come una serie di zoomate
puntate con sapienza per mettere in evidenza particolari
della vita: là c'è uno sguardo lanciato coprendosi
il viso contro il sole o un piccolo cenno quasi impercettibile,
che probabilmente allude all'inizio di un rapporto (e il
fotografo lascia alla nostra fantasia lo spazio per immaginarlo),
qui c'è un gruppo che gioca a carte con mosse studiate
mentre non lontano un gruppo di ragazzini si esercita nei
movimenti scattanti del calcio balilla.

© Luigi Tazzari - Marina di Ravenna |
La spiaggia acquista una sua fortissima
dimensione teatrale quasi ad
ogni istante nel bianco delle vesti delle suore, nella cascata
dei teli multicolori dei venditori neri, nei movimenti lenti
del ballo degli anziani, nelle grida e negli stridii di
un'altalena sovraffollata, nelle posture esasperate dei
ragazzotti che vogliono mettersi in mostra e in quelle composte
delle ragazze di fronte a una macchina fotografica. In tutto
ciò, tuttavia, Luigi Tazzari non rinuncia
a una precisa scelta estetica,
lo si vede in alcune immagini particolarmente curate dove
la composizione assume un ruolo
fondamentale: il palo che regge
la struttura di una doccia, il telaio
di una finestra, gli stanti
di un portacanoe trasformati in sedili di una improbabile
tribuna suddividono lo spazio
creando un dentro e un fuori, un apparire e un essere, un
rimando di visioni create da
specchi e vetrate che riflettono figure e paesaggi come
in un involontario trompe l'oeil
o in un consapevole caleidoscopio
dove tutto si fonde e si moltiplica in un gioco
immaginifico che solo in questo mondo è lecito, almeno
fino a quando la nuvola che compare all'improvviso nel cielo
non annuncia il ritorno alla
quotidianità, al tempo
da scandire con attenzione,
ai posteggi con le loro strisce dipinte di un colore inevitabilmente
spento".

© Luigi Tazzari - Cesenatico |
Chi è
Luigi Tazzari vive e lavora a Ravenna. Fotografo professionista
dal 1983, ha realizzato servizi fotografici che sono stati
pubblicati sui più importanti periodici e riviste
nazionali, tra cui L'Espresso e Panorama, Specchio e Famiglia
Cristiana, e servizi fotografici di carattere turistico
pubblicati su Tuttoturismo, GenteViaggi, Bell'Italia, Viajes
National Geographic Spagna, Gulliver e altri. È rappresentato
dall'Agenzia fotografica Grazia Neri e dalla Gamma Presse
Images. Con la Minerva ha pubblicato nel 2004 il volume
I primi cinque minuti della mia vita, dedicato
al magico momento della nascita.