Quale scegliere
Occorre comunque precisare che una prima soluzione, ovviamente spartana ma comunque utile e valida, è offerta da tutte le reflex Nikon: l'autoscatto! In alcune situazioni si può sopperire alla mancanza di uno scatto remoto con l'attivazione dell'autoscatto; ciò consente di distanziare il momento in cui si tocca la fotocamera e quindi si introduce qualche seppur lieve vibrazione, al momento dello scatto, in modo da far sì che la fotocamera, quando apre le tendine dell'otturatore, si sia completamente assestata.
A questa soluzione si può abbinare, dove possibile, l'alzo intenzionale dello specchio M-Up ad oggi supportato dai modelli D200, D300 e tutta la serie professionale D1, D2, D3 oppure adottare le opzioni di scatto ritardato raggiungibile da menu sulle DSLR di fascia più bassa. L'opzione di scatto ritardato posticipa di circa 0,8 secondi l'apertura dell'otturatore dopo il ribaltamento dello specchio reflex consentendo la stabilizzazione indotta dalla pressione del pulsante di scatto e quelle del ribaltamento dello specchio. Queste sono funzioni particolarmente utili per ridurre al minimo le vibrazioni, soprattutto quando si scatta con lunghi teleobiettivi che enfatizzano anche il più piccolo movimento della fotocamera.
Il ribaltamento dello specchio, seppur ottimamente armonizzato, è pur sempre una massa che si muove velocemente e si arresta altrettanto repentinamente un attimo prima dello scatto vero e proprio; in situazioni estreme, come per l'appunto quando si fotografa con i teleobiettivi, le micro vibrazioni che potrebbero essere introdotte da questo movimento, sarebbero capaci di continuare anche durante lo scatto vero e proprio, abbassando di conseguenza la nitidezza dell'immagine ripresa. La questione è molto più sensibile se si utilizza un obiettivo con attacco per il treppiede; in questa situazione la fotocamera verrà a trovarsi a sbalzo rispetto al punto di ancoraggio alla testa del treppiede, rendendo tutto il sistema più sensibile alle vibrazioni introdotte dal movimento dello specchio reflex.
È evidente quanto ovvio, che l'utilizzo dell'autoscatto come sostituto dello scatto remoto non è sempre possibile, pensiamo ad esempio alla fotografia sportiva o naturalistica dove la scena muta in continuazione: se attiviamo l'autoscatto, seppur con un ritardo minimo, è probabile che nel momento dello scatto il soggetto si sia spostato in maniera evidente, rendendo vana l'eliminazione delle vibrazioni. Meglio allora attivare la fotocamera direttamente da uno scatto a distanza in modo da far scattare la reflex nell'istante esatto che noi riteniamo opportuno.
Ogni reflex ha una serie di scatti remoti con cui è compatibile, sono strumenti semplici che consentono di norma di attivare l'AF e l'esposimetro con l'equivalente della pressione a metà corsa del pulsante di scatto e lo scatto vero e proprio; a questo di solito aggiungono anche la possibilità di bloccare il pulsante di scatto per eseguire pose a tempo indeterminato sulla posa B. A questa serie di accessori si aggiungono quelli più specifici, dai controller con timer e temporizzatori di scatto ai sistemi di rilascio dell'otturatore a distanza ad infrarossi, senza dimenticare le soluzioni raggiungibili collegando la fotocamera a computer o palmari.