Fluorescenza visibile indotta da radiazione ultravioletta fotografata con Nikon D300/D300s

A cura di Mauro Manaresi

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Visibile
UVF


Premessa

L'archeometria è la disciplina sperimentale che, impiegando metodologie scientifiche e informatiche per condurre indagini multidisciplinari, consente non solo di studiare e caratterizzare i beni culturali e archeologici, ma anche di orientare le operazioni di conservazione e di restauro.

Le tecniche archeometriche si suddividono in base a diversi criteri e metodi di ricerca. Risultano interessanti per questa eXperience i metodi per immagini (o remote sensing), ovvero le tecniche archeometriche che utilizzano tecniche fotografiche speciali che consentono la registrazione di fenomeni ottici dovuti a radiazioni riflesse, trasmesse o emesse dalla materia quando questa è colpita da radiazioni differenti da quelle della luce visibile.

Lo scopo di questa Experience, è di valutare l'impiego di una DSLR Nikon D300 come strumento di remote sensing nell'acquisizione di immagini della fluorescenza visibile indotta da radiazione ultravioletta.


Fluorescenza visibile indotta da radiazione ultravioletta "UVF"

Lo spettro elettromagnetico delle radiazioni ultraviolette, che si estende dai 380-400nm del confine del visibile, ai 10nm dei raggi X cosiddetti molli, è diviso in quattro bande:

  • UV vicino (320-400nm) o long-wave UV, induce fenomeni di fluorescenza visibile in molti materiali organici e inorganici
  • UV medio (280-320nm)
  • UV lontano (200-280nm) o short-wave UV, induce fotoluminescenza in molti minerali e gemme
  • UV di vuoto (10-200nm)


Spettro della luce

Maggiori dettagli sugli spettri di luce sono raggiungibili nell'eXperience Dagli Spettri di Luce al Tristimolo di Marcello Melis.

Si dà il nome di fluorescenza a quei fenomeni ottici nei quali un materiale, colpito da radiazioni elettromagnetiche di certe lunghezze d'onda, riemette radiazioni con lunghezze d'onda superiori a quelle della radiazione incidente. I raggi incidenti vengono detti primari, mentre quelli che costituiscono la fluorescenza, secondari.

La fluorescenza visibile indotta da radiazione ultravioletta, abbreviata in Fluorescenza Ultravioletta (UVF), è una tecnica di analisi archeometrica per immagini non invasiva e non distruttiva.
La fluorescenza UV è la proprietà che posseggono alcuni corpi di emettere radiazioni di energia minore, quindi a maggiore lunghezza d'onda, nella banda del visibile quando sono sottoposti ad irraggiamento con radiazione UV. Quando questo avviene si dice che la sostanza è fluorescente. Il fenomeno, che termina in pratica quando cessa l'eccitazione (con ritardi nell'ordine di 10-9 – 10-3s), ha spesso entità molto modesta e risulta osservabile solo in un ambiente totalmente oscurato e dopo un adattamento visivo dell'occhio a bassi livelli di luminosità.
Le analisi consistono nello studio della risposta che si ottiene osservando nel visibile superfici illuminate con radiazione ultravioletta di tipo UVA. La componente visibile così emessa dalle sostanze (radiazione di fluorescenza), può essere registrata fotograficamente. Quando si usa l'ultravioletto come radiazione di eccitazione, la fluorescenza si manifesta in gran parte nella regione dello spettro visibile all'occhio umano, ed è quindi costituita da radiazioni che l'occhio umano è in grado di vedere. Oltre che una tecnica fotografica è innanzitutto un fenomeno direttamente osservabile.
I fenomeni che determinano la fluorescenza sono piuttosto complessi e, in alcuni casi, non sono ancora completamente spiegabili dal punto di vista teorico; solo il meccanismo nelle sue linee generali è noto.
L'importanza di questa tecnica, nel caso dei manoscritti, è legata alla possibilità di rendere leggibili scritture cancellate o molto sbiadite. Questo perché l'inchiostro dei manoscritti può essere composto da materiale organico il quale ha, appunto, la proprietà di essere fluorescente se stimolato dalla radiazione ultravioletta. Ciò permette, qualora l'inchiostro non sia stato completamente cancellato per via meccanica o chimica (ad esempio, a seguito di lavaggi della pergamena nei casi di riutilizzo della stessa), di restituire leggibilità ai testi cancellati o poco leggibili.


Tecnica di ripresa

Lo schema teorico riportato dalla letteratura scientifica per la registrazione della fluorescenza visibile indotta da radiazione ultravioletta prevede:

  • una lampada di Wood per generare la radiazione ultravioletta;
  • un filtro UV pass da anteporre alla lampada di Wood in modo da arrestare la componente parassita visibile;
  • un'apparecchiatura fotografica;
  • un filtro che elimini la componente UV fino a circa 400nm da anteporre all'obiettivo dell'apparecchiatura fotografica in modo da eliminare l'UV riflesso dal soggetto;
  • una stanza completamente buia.

La documentazione fotografica dell'UVF deve essere il più possibile "veritiera", ovvero, l'immagine deve essere il più vicino possibile alla sensazione visiva in situ al momento della ripresa.

Commenti a: Nital.it - NIKON EXPERIENCE > Fluorescenza visibile indotta da radiazione ultravioletta fotografata con Nikon D300/D300s
Commenti: 7| Ultimo commento di: vincent furnier

vincent furnier | 18/05/2011 alle 13:15:58
QUOTE(cisa@nikon @ May 18 2011, 12:47 PM) [snapback]2471891[/snapback]
Salve! anche a me occorrerebbe sapere se la D90 ha le stesse capacità della D300 relativamente alle riprese UV
GRAZIE


Buongiorno, non sono in grado di dirle se con la D90 ottiene gli stessi risultati ottenuti con la D300, l'experience l'ho fatta solo con D300.
Da quanto ho letto sul sensore della D90, dovrebbe essere comunque in grado di effettuare le riprese della fluorescenza indotta da radiazione ultravioletta (da non confondersi con la riflettografia UV o UV riflesso).
Mi spiace non poterle dare altre informazioni.
cisa@nikon | 18/05/2011 alle 12:47:32
Salve! anche a me occorrerebbe sapere se la D90 ha le stesse capacità della D300 relativamente alle riprese UV
GRAZIE
vincent furnier | 13/02/2011 alle 17:25:52
Buongiorno, le ho risposto (in ritardo e mene scuso) con un messaggio privato.
Saluti.



QUOTE(draimon @ Feb 6 2011, 08:29 PM) [snapback]2333905[/snapback]
Salve, possiedo una Nikon D80 ed una D90: entrambe le macchine sono in grado di fotografare in UV come la D300 o i risultati sono ben diversi?
Io mi occupo di rilievi fotografici per un grafologo giudiziario (sono ai primi scatti) ed utilizzando un obiettivo AF-S NIKKOR 18-55mm 1:3.5-5.6G stabilizzato (ottimo per scatti tradizionali come paesaggi o famiglia) riscontro sui documenti fotografati (in genere formato A4) problemi di messa a fuoco, nel senso che non è facile mettere a fuoco tutto il documento: in genere ottengo il miglior compromesso fotografando a circa 1 metro di distanza. L'obiettivo da 50mm usato nella EXPERIENCE sembra risolvere il problema, ma a che distanza posso fotografare un documento A4 con il 50mm?
Infine: se fotografo tenendo l'obiettivo in verticale (verso il basso, in perpendicolare) posso danneggiare l'obiettivo?
Grazie

draimon | 06/02/2011 alle 20:29:49
Salve, possiedo una Nikon D80 ed una D90: entrambe le macchine sono in grado di fotografare in UV come la D300 o i risultati sono ben diversi?
Io mi occupo di rilievi fotografici per un grafologo giudiziario (sono ai primi scatti) ed utilizzando un obiettivo AF-S NIKKOR 18-55mm 1:3.5-5.6G stabilizzato (ottimo per scatti tradizionali come paesaggi o famiglia) riscontro sui documenti fotografati (in genere formato A4) problemi di messa a fuoco, nel senso che non è facile mettere a fuoco tutto il documento: in genere ottengo il miglior compromesso fotografando a circa 1 metro di distanza. L'obiettivo da 50mm usato nella EXPERIENCE sembra risolvere il problema, ma a che distanza posso fotografare un documento A4 con il 50mm?
Infine: se fotografo tenendo l'obiettivo in verticale (verso il basso, in perpendicolare) posso danneggiare l'obiettivo?
Grazie
minimiru | 05/02/2011 alle 11:32:33
Salve. Innanzi tutto complimenti per il tutorial, veramente molto interessante. Tanto ché vorrei cominciare a sperimentarlo sulle opere d'arte (affreschi e tele). Mi sono già procurato le lampade di WOOD e il filtro da porre di fronte all'obiettivo. L'unica cosa che non riesco a trovare è il filtro per bloccare la radiazione visibile delle lampade.
Mi sapresti indicare dove poterlo trovare?

Ti ringrazio molto e a presto!
vincent furnier | 27/12/2009 alle 15:27:30
Buongiorno,
questo è il link all'azienda produttrice: http://www.stockeryale.com/i/fluo/products.../c_model_18.htm

questo è il link all'importatore italiano: http://www.microsystems.it/Prodotti/Image-...l-18-Superlight

La fluorescenza, se presente, viene sollecitata dalle radiazione ultraviolette prodotte da c.d. lampade di Wood.
Se presente, la fluorescenza è visibile a occhio nudo in una stanza completamente scura.
Per ogni ulteriore domanda, mi contatti pure.

Saluti.
Mauro
FRANZELE | 23/12/2009 alle 14:03:26
SONO UN ENTOMOLOGO DEL CENTRO NAZIONALE BIODIVERSITA' DI VERONA E STO CONDUCENDO UNO STUDIO SU UN GRUPPO DI INSETTI CHE HANNO SUL TORACE SCAGLIE RIFLETTENTI. QUALCUNO MI PUO' DARE INDICAZIONI SU COME SFRUTTARE LA FLUORESCENZA PER RENDERE VISIBILE IL PATTERN DELLE SCAGLIE SUL CORPO ? HA UN SIGNIFICATO DIAGNOSTICO. DOVE SI ACQUISTA LA ATTREZZATURA DEL VOSTRO SERVIZIO ? (NIKON 300 OK OVVIAMENTE grazie.gif )
 
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