© Elliott Erwitt / Magnum |
Quasi centocinquanta scatti
che fissano i volti di personaggi famosi ma anche luoghi,
cose e animali. Essere fotografo
per Elliott Erwitt ha significato
percorrere il mondo, osservarlo,
conoscerlo e farsi sorprendere dai mille aspetti
curiosi, tragici o teneri
in cui la vita si manifestava di fronte a lui e alla sua
macchina fotografica.
 |
|
© Elliott Erwitt / Magnum |
Snaps presenta
una serie di immagini, frutto di una lunga e accurata
selezione, che ripercorrono
tutta la carriera di Erwitt
(classe 1928, di origine russa, vissuto in Italia e
ormai americano da tanti anni, fotografo di Magnum dal
1953). Molte sono inedite
o poco note e, accanto
a quelle ormai diventate dei classici,
mettono a fuoco come non mai la personalità affascinante
di un grande interprete.
|
Elliott disprezza il gergo
iperestetico e artistoide con cui tanti parlano del mestiere
del fotografo. Per lui, il termine
snap (che significa schiocco
delle dita, ma anche scatto)
è semplice e calzante e per questo lo ha scelto
come titolo della sua mostra
e del suo libro antologico
che l'accompagna (pubblicato da Contrasto).
© Elliott Erwitt / Magnum |
Azione o espressione
congelata, composizione esattamente
calcolata, congiunzione casuale,
bizzarra o toccante di immagini della vita vera.
La storia sta tutta nel momento
colto al volo: snap, scatto.
Questa raccolta di foto di cinque
decenni ne comprende alcune note in tutto il mondo
e altre dimenticate, che Erwitt ha ripescato di recente
dalle montagne di raccoglitori
impilati nel suo studio di Manhattan e può accadere
che egli, anche a distanza di tanti anni, scorga di colpo
un nesso, un'illuminazione calzante, un rimando inaspettato
tra due immagini.
Pur essendo noto soprattutto
per le immagini umoristiche
o toccanti, capaci di cogliere
momenti spontanei del flusso
dell'esperienza, Erwitt è anche un giornalista di
grande efficacia e, quando l'occasione lo richiede, un tragico.
© Elliott Erwitt / Magnum |
Per capire le qualità della percezione che sono
esclusive dell'opera di Elliott, basta comprendere come
la stessa sensibilità sia in grado di ritrarre la
vedova in gramaglie di un Presidente
americano assassinato e di registrare altrove il surreale
accostamento di un Cristo e
di una Pepsi, accettando entrambi i tipi d'immagine e scorgendone
le affinità emotive. Nel percorso, si alternano immagini
famose e scatti inediti, in un equilibrio
non casuale: dalle sue famose foto di Kruscev
e Nixon che discutono a Mosca nel 1959,
a quella di Marilyn Monroe sul set del
film "Gli Spostati", alle numerose immagini (scattate
per desiderio personale più che per lavoro) di luoghi,
cose e animali.
Lo stile inconfondibile e spesso arguto
di Erwitt riesce a registrare, in oltre mezzo secolo di
vita, gli istanti più bizzarri, ordinari, celebri,
strani fermati dall'obiettivo di uno dei più ironici
creatori di immagini dei nostri tempi. Ma, nell'insieme,
i suoi scatti più famosi
testimonieranno il ruolo che Erwitt ha avuto come testimone
di questo secolo. In filigrana emergerà non solo
il lato ironico ma la grande professionalità di questo
autore.
Contrasto, in occasione della
mostra oltre al libro omonimo
Snaps (la grande raccolta antologica
di Elliott Erwitt), pubblica anche altri tre
libri di foto indimenticabili: Amici,
Amanti e Cani.
Nel suo lungo vagabondare, con macchina fotografica al collo,
tra gli Stati Uniti e l'Europa, l'Asia e il Sud America,
Erwitt ha fermato attimi rari
ed esilaranti, catturando situazioni
affettuose o struggenti, spesso buffe e ironiche, comunque
significative del rapporto
che ci lega, rispettivamente, ai nostri amici, ai nostri
cani e ai nostri amori. Così sono nati questi tre
piccoli libri (20x20 cm), pieni di foto indimenticabili:
un affettuoso e divertente omaggio
di Elliott Erwitt alla vita, alle sue stranezze e a quel
che sempre ci riserva di inaspettato, di buffo, di tenero.