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Lalibela
Antonella Monzoni

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© Antonella Monzoni

È un luogo che non dà spiegazioni, prende e affascina, è un luogo dell'anima.
Ho raggiunto Lalibela, la città santa cristiana-ortodossa dell'Etiopia chiamata la Gerusalemme del Corno d'Africa, nell'aprile del 2003, durante la notte dell'Asika (resurrezione), la veglia pasquale del sabato santo. Nel buio più avvolgente, dentro e fuori le chiese monolitiche che nascono e prendono forma direttamente dalla roccia, ho incontrato pellegrini avvolti nei loro teli bianchi, donne e uomini, deboli del digiuno totale previsto dalla religione, sdraiati o appoggiati al bastone della preghiera, che partecipavano alle cerimonie sacre recitando onde sonore, accompagnate dal ritmo di tamburi e sistri, e da danze rituali.
Tutto si svolgeva nelle tenebre, con la sola luce delle candele accese, e si respirava un'atmosfera di profonda religiosità e di estrema suggestione.

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Lalibela fa parte della mia ricerca personale sulle religioni e le loro liturgie, un viaggio con coloro che credono, che cerca di mostrare immagini di emozione a volte assenti dalle rappresentazioni religiose istituzionali.
Ho al mio attivo anche un reportage sulle preghiere liturgiche in gregoriano e un racconto fotografico del Kumbha Mela, l'evento induista più importante.

 

 

 

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Chi è

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© Antonella Monzoni

Antonella Monzoni vive e lavora a Modena.
Ha iniziato a fotografare nel 1995.
Appassionata di viaggi, con la fotografia cerca di trasmettere emozioni di luoghi e di esperienze vissute, nel rapporto d'incontro con la gente: vita quotidiana, storie semplici, senza entrare necessariamente nel reportage di denuncia.
"La fotografia è per Antonella Monzoni - scrive Denis Curti - punto di partenza per incontrare genti e culture, per sconfiggere paure e follie, per evitare che si scavino solchi e che si ergano barriere. In lei, un'energica e risoluta consapevolezza: la fotografia è studio, indagine, operazione conoscitiva. La passione, il desiderio di conoscenza e d'investigazione si risolve in una consapevole dichiarazione d'intenti e nella comunicazione d'una realtà scoperta e rivelata; ragione e impulso del suo esplorare è il ricercare un contatto, un interesse sincero e spontaneo, risolvere il mistero, rimanere affascinata e incantata... Dietro l'obiettivo si percepisce la presenza di chi guarda con rispetto, che non giudica, che non calcola, ma che si offre come partecipe testimone e interprete di una narrazione ricca di valori sociali e umani".

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Ha realizzato diversi reportage: Etiopia, Eritrea, India, Mali, Giappone, Ucraina, Birmania e un progetto in progress sulle religioni.
Ha partecipato a workshop di maestri internazionali, tra i quali Michael Ackerman, Alex Majoli, Alex Webb, Francesco Zizola.
Nel 2003 ha vinto il primo premio al Festival Foto Portfolio in Piazza di Savignano sul Rubicone e nel 2004 il primo premio all'Internazionale di Fotografia di Solighetto.
Nel 2003 ha pubblicato il libro "Benedic Anima Mea", reportage sulle liturgie gregoriane dei frati dell'Abbazia di Sant'Antimo, Montalcino (Siena).

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