| Oltre al valore
di luminosità massima riportato sull'obiettivo, scopriamo
che la nostra fotocamera può operare con diversi altri
valori crescenti. Ossia, il diaframma può chiudersi
progressivamente per ridurre la luce che arriva al sensore.
L'apertura e la chiusura
del diaframma sono un movimento automatico, realizzato dalla
fotocamera nel momento in cui calcola l'esposizione corretta
e va di pari passo con il calcolo del tempo di esposizione,
anch'esso automatico. I valori teoricamente possibili, sono
1, 1.4,
2, 2.8,
4, 5.6,
8, 11,
16, 22, 32,
45, 64.
Nella pratica, la gran parte delle fotocamere
in commercio non supera il valore di 16 e, nel caso delle
digitali di tipo consumer o prosumer, si attesta intorno a
8. Ciò significa che gli obiettivi di queste fotocamere
non possono restringere il diaframma più che tanto
e che offrono una gamma ridotta di valori possibili rispetto
alle loro cugine analogiche oppure alle reflex digitali, che
montano obiettivi professionali. Riferendosi sempre alla Coolpix
5700 vediamo che la gamma va da 2.8 a 8 nel migliore dei casi,
oppure da 4.2 a 7.4 nel peggiore.
Che cosa significa? Che in condizioni di sole splendente
l'obiettivo non riuscirà a chiudersi a sufficienza
per filtrare il bagliore esterno e la macchina dovrà
ridurre drasticamente il tempo di posa, cosa che peraltro
può fare visto che, nello specifico, arriva alla velocità
di 1/4000 di secondo. Perciò, visto che riesce comunque
a produrre un'esposizione corretta, perché dovremmo
preoccuparci di conoscere dell'apertura del diaframma e i
suoi astrusi valori? Il fatto è che, benché
l'esposizione sia comunque corretta, il risultato sarà
molto diverso a seconda che noi si scatti con un'apertura
di f2.8 e un tempo di 1/250 di secondo oppure con un'apertura
di f8 e un tempo di 1/30. La quantità di luce che passa
sarà esattamente la stessa e perciò l'esposizione
risulterà corretta in entrambi i casi, tuttavia la
messa a fuoco degli oggetti non
sarà la stessa. Infatti un obiettivo con apertura molto
ampia tenderà a limitare la messa a fuoco sul soggetto,
sfocando ciò che lo circonda, mentre un obiettivo con
diaframma molto chiuso mostrerà a fuoco anche gli oggetti
che sono a noi più vicini e più lontani rispetto
al soggetto. L'estensione della capacità di messa a
fuoco prende il nome di "profondità
di campo". Più è ampia, maggiore
sarà la possibilità di vedere a fuoco tutti
gli oggetti presenti nell'immagine, indipendentemente dalla
loro distanza dall'obiettivo e dal punto un cui abbiamo centrato
il fuoco della nostra ripresa.
Nella scorsa lezione avevamo visto che, nella fotografia
sportiva, può essere necessario governare manualmente
il tempo di posa abbandonando la modalità completamente
automatica per passare a una modalità di lavoro semi
automatica dove s'imposta il tempo desiderato e si lascia
che la fotocamera calcoli l'apertura corretta. Tale modalità
prende il nome di priorità dei
tempi o controllo del tempo
e viene solitamente identificata dalla lettera S (shutter
priorità) nelle fotocamere programmabili, oppure dall'icona
di un corridore nelle fotocamere semplificate, con programmi
già memorizzate. Esiste anche una modalità di
lavoro reciproca, dove s'imposta
a mano l'apertura del diaframma e si lascia alla fotocamera
il calcolo automatico del tempo di esposizione. Tale modalità
prende il nome di priorità o
controllo di diaframma e viene solidamente contrassegnata
con A (aperture priority) oppure con l'icona di un testa,
a indicare il programma "ritratto" nelle fotocamere
di tipo semplificato.
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Vista
d'insieme di oggetto fotografato con obiettivo tele
Mantenendo il diaframma chiuso si riesce a tenere a fuoco
sia la parte più vicina sia la parte più
lontana del soggetto, anche se questo è relativamente
lungo come in questo caso. |
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Confronto
di aperture
Qui abbiamo una foto realizzata alla massima e alla minima
apertura consentite dalla fotocamera di prova con l'obiettivo
in posizione tele. Notiamo che i dettagli lontani della
foto scatatta con diaframma completamente aperto sono
meno distinti. |
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Foto di soggetto lungo con tele
Anche qui il diaframma chiuso aiuta a mantenere a fuoco
gran parte dell'immagine. |
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Confronto tra aperture
In questa immagine appare ancora più evidente come
un diaframma aperto con un tele molto spinto impedisca
di mantenere un fuoco accettabile sugli oggetti più
lontani (nella foto avevamo messo a fuoco la parte più
vicina del convoglio ferroriviario). |
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