© Mario De Biasi
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Un libro e una mostra rendono omaggio in
occasione del suo ottantesimo compleanno a Mario De Biasi,
uno dei massimi protagonisti
del fotogiornalismo italiano
del secondo Novecento.
Fino al 2 novembre Villa Contarini, Piazzola sul Brenta
(Padova) ospita una grande mostra
antologica a lui dedicata (a cura di Paolo Morello,
professore di Storia della Fotografia allo Iuav-Università
di Venezia, con l’organizzazione dell'Istituto Superiore
per la Storia della Fotografia): 160 fotografie, una rassegna
completa dei suoi più celebri capolavori accanto
a molte immagini inedite, insieme con libri, riviste d'epoca,
documenti originali e lettere autografe.

© Mario De Biasi
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Il libro (138 pagine, 99 fotografie in tricromia
e vernice, 60,00 euro), terzo numero della collana Maestri
della fotografia italiana del Novecento, presenta
anch'esso un'antologia delle opere di De Biasi, racccogliendo
insieme con i suoi più celebri capolavori –
dal Sagrato del Duomo (del 1951), ai reportages su New York
(1955), sui fatti di Budapest (1956), sulla festa di Chichicastenango
in Guatemala (1972-1973) – molte immagini inedite.
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Chi è
Nato a Sois (Belluno) nel 1923, Mario De Biasi inizia a
fotografare nel 1945 in Germania, dove era stato deportato
durante la seconda Guerra Mondiale.
Rientrato in Italia, frequenta per alcuni mesi il Circolo
Fotografico Milanese, dove organizza la sua prima esposizione
nel dicembre del 1948.
Nella primavera del 1953 viene assunto come fotografo nella
redazione di "Epoca",
dove resterà per oltre trent'anni.
Sotto la direzione di Enzo Biagi prima, di Nando Sampietro
poi, realizza i suoi più famosi reportages, viaggiando
incessamente per ogni angolo del mondo.
In oltre cinquant'anni di attività, De Biasi è
stato autore di oltre sessanta libri fotografici, e insignito
di numerosi premi internazionali, tra i quali l'Erich
Salomon Preis, a Colonia nel 1964, il premio
Saint Vincent per il giornalismo, nel 1982, e un
premio alla carriera al Festival di
Arles, nel 1994.

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Innumerevoli le mostre che, sia in Italia sia all'estero,
gli sono state dedicate; una speciale menzione meritano
la personale organizzata a Colonia,
nell’ambito della mostra "Gli
Universalisti", presso la Photokina del 1972,
e la partecipazione alla mostra "The
Italian Metamorphosis", al Solomon
Guggenheim Museum di New York, nel 1994.
All'attività di fotografo affianca quella di disegnatore,
alla quale con passione si dedica quando non fotografa o
non insegna ai giovani, nei numerosi workshop in cui è
docente, i meravigliosi segreti del suo "saper vedere".
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