Darfur, regione
occidentale del Sudan, grande
due volte l'Italia con circa sei milioni di abitanti
(un quinto dell'intera popolazione del Sudan), descritta
da Kofi Annan come "l'inferno della
terra", perché scenario dal 2003 di una guerra
che coinvolge pesantemente la popolazione
civile. Un conflitto che ha, da una parte, cause
naturali (l'impoverimento delle risorse naturali
dovuto alle ricorrenti grandi siccità), dall'altra
origini etnico-religiose ed economiche
(la convivenza tra "arabi-pastori-nomadi" e "africani-agricoltori-sedentari",
le alleanze o i conflitti tra tribù, la ribellione
di fronte alle carenze governative, l'azione di milizie
armate filogovernative i famigerati Janjaweed, la presenza
di giacimenti di petrolio).

Sudan, regione del Darfur. Maggio/Giugno 2005
© Marco Vacca 2005
Nord Darfur, Campo profughi di Abu Shouk |
La contabilità di tre anni orribili
(tra 100 e 400
mila morti, più di due
milioni di rifugiati) fa del Darfur la più
grave crisi umanitaria del
pianeta, come ricorda Laura Boldrini (portavoce
dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati,
UNHCR) di cui di seguito riportiamo ciò che ha scritto
per presentare il volume Refugees
Darfur-Bahr El Ghazal (Silvana Editoriale) che raccoglie
le immagini che Marco Vacca ha realizzato
nel Darfur e nel Sud
Sudan durante il conflitto appena concluso, raccontando
le condizioni di vita di circa due milioni di profughi interni
attraverso le attività di assistenza sul campo alle
popolazioni residenti e ai profughi delle ong riunite nel
comitato Darfur (Cesvi, Coopi,
Cosv e Intersos). Lo stesso comitato e l'Assessorato alle
Politiche Culturali della provincia di Roma hanno reso possibile
la pubblicazione del volume.

Sudan, regione del Darfur. Maggio/Giugno 2005
© Marco Vacca 2005
Villaggio di Kass, Sud Darfur. distribuzioni di aiuti
alimentari ai profughi del campo |
"Era un giorno di mercato.
Noi donne eravamo andate a vendere le sementi. Arrivarono
a cavallo, armati e cominciarono a sparare su tutti. In
poche ci salvammo e solo perché ci fingemmo morte.
I nostri figli lasciati a casa erano già stati uccisi
dalle bombe lanciate dagli aerei".
"Le donne e le ragazze
sono state violentate, le donne anziane come le bambine.
Non vogliamo parlarne perché ci fa male e ci sentiamo
a disagio ma abbiamo bisogno di stare insieme perché
questo ci dà conforto".
"Grida, spari all'impazzata, tutti che scappavano e
loro che saccheggiavano e portavano via ogni cosa. Poi il
fuoco ovunque. Questo è
quello che ricordo dell'arrivo dei Janjaweed
nel mio villaggio".

Sudan, regione del Darfur. Maggio/Giugno 2005
© Marco Vacca 2005
Kulbus, West Darfur. donne in attesa della visita
medica |
Le storie del Darfur nella loro drammaticità
non si differenziano molto l'una dall'altra a riprova che
in questa regione del Sudan, grande come la Francia, dal
2003 è in atto un conflitto
che sistematicamente colpisce la popolazione civile. Il
segretario Generale dell"Onu Kofi Annan ha descritto
la situazione come "l'inferno
della terra". Il Comitato Internazionale della
Croce Rossa ha dichiarato che si tratta di una "regione
del terrore". Gli Stati Uniti hanno apertamente
definito "genocidio"
le incessanti atrocità che si consumano nelle terre
del Sudan occidentale. Tra le 100mila e le 400mila persone
sono state uccise, la maggior
parte con armi leggere, o sono morte
per malattie correlate alla crisi. E per non soccombere
alla violenza circa 2,2 milioni
di persone sono fuggite dai propri villaggi per riparasi
in altri più sicuri all'interno del Darfur o si sono
spinte nel confinante Ciad.
A circa tre anni da quando prese il via quest'ennesima guerra
africana, la crisi del Darfur resta la più
grave crisi umanitaria del pianeta.

Sudan, regione del Darfur. Maggio/Giugno 2005
© Marco Vacca 2005
Nyala Sud Darfur: campo profughi di Kalma - Interno
di una scuola |
Nonostante la Risoluzione dell'Onu, i vari accordi tra
Khartoum e i gruppi ribelli e le esortazioni della comunità
internazionale a porre fine alla violenza, la sicurezza
in Darfur continua ad essere un miraggio.
L'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati
(UNHCR) ha iniziato a operare
prima in Ciad, per assistere i rifugiati in fuga, e in un
secondo momento ha avviato l'operazione all'interno del
Darfur.
Migliaia di persone nel corso del 2003 iniziarono a fuggire
in Ciad fermandosi alla frontiera in accampamenti spontanei,
senza servizi ed esposti alle incursioni dei Janjaweed.
L'UNHCR montò un'enorme operazione logistica mirata
a spostare i rifugiati in campi
situati più all'interno e attrezzati, dove era possibile
disporre di quantità sia pur minime di acqua. Il
primo campo venne aperto nel gennaio 2004 e in pochi mesi
ne sono stati allestiti 12 in grado di alloggiare oltre
200mila persone.

Sudan, regione del Darfur. Maggio/Giugno 2005
© Marco Vacca 2005
West Darfur, villaggio di Garsila |
A causa della carenza di infrastrutture stradali nelle
regioni orientali del Ciad, solo attraverso il ponte aereo
è stato possibile trasferire in tempi brevi tonnellate
di aiuti indispensabili alla costruzione e gestione dei
campi profughi. Nello sforzo di offrire alla popolazione
colpita migliori condizioni di vita hanno partecipato molti
Organismi non governativi (Ong)
tra cui Intersos, Cesvi, Coopi e Cosv che in vari ambiti,
e con grande dedizione e professionalità, operano
nella gestione dei campi in Ciad.
Le foto di Marco Vacca – fotografo
di lunga esperienza e di spiccata
sensibilità per le tematiche
umanitarie - descrivono il dramma della gente
del Darfur in maniera incisiva ma senza trascendere
nell'orrore. L'obiettivo di Vacca legge la dignità
nei volti assorti delle madri che tentano di salvare i figli
denutriti. Legge lo sfinimento
di chi resiste alle privazioni ma anche la forza
di chi ha perso tutto e stenta a vedere un futuro migliore.
Immagini profonde e piene d'amore.

Sudan, regione del Darfur. Maggio/Giugno 2005
© Marco Vacca 2005
Villaggio di Kass, provincia di Nyala. Sud Darfur
|
Chi è
Marco Vacca è nato nel 1956, è laureato in
Filosofia e vive a Milano. I temi della politica internazionale
lo hanno visto sempre presente: dal conflitto in medio oriente
all'Iraq, dall'Angola al Rwanda. dai Balcani alle elezioni
presidenziali americane,dai flussi migratori verso l'Unione
Europea, alla tragedia delle Twin Towers. Nel 1999 con il
lavoro sulla fame nel sud del Sudan è stato tra i
fotografi premiati nel World Press Photo.
www.marcovacca.com

Sudan, regione del Darfur. Maggio/Giugno 2005
© Marco Vacca 2005
West Darfur, villaggio di Garsila |