"Vai sulla spiaggia di Omaha
all'alba. È ancora buio. Aspetta
a fotografare, non aprire nemmeno la borsa delle macchine.
E ascolta. Ascolta dentro di te. Lì, tutto intorno,
sono morte 5.000 persone, nel '44. Per salvare l'Europa.
Respira, aria che arriva dalla Manica, fissa quell'orizzonte.
Aspetta a fotografare. 32 mezzi anfibi sbarcarono sulle
coste della Normandia: i tedeschi ne affondarono 30.
Erano ragazzi, come te. Aspetta a fotografare, trattieni
il respiro". Con queste parole Mauro Galligani,
picture editor di Panorama, mi spedì sulle coste
della Normandia per illustrare
i luoghi del D-Day, in occasione dell'uscita del film di
Steven Spielberg "Salvate
il soldato Ryan".
È difficile spiegare perché quelle istruzioni
furono di gran lunga più importanti di qualsiasi
consiglio tecnico. Ho sempre cercato non solo di vedere
il soggetto, ma di sentirlo. "Devi voler bene alla
gente che fotografi" diceva Robert Capa.
È come se, prima di qualsiasi scatto,sentissi il
bisogno di un dialogo, di mettermi in sintonia
con le persone da fotografare. Ecco perché nelle
mie foto c'è quasi sempre una presenza
umana; non importa se vicina o lontana, in primo
piano o all'orizzonte, dominante o in silhouette. E immedesimarmi.
Entrare dentro di loro, vedere con i loro occhi. Divento
punk tatuato, vecchio dogon capo del villaggio, mi
trasformo in danzatrice cinese, in coppia innamorata,
sfumo in piazza gremita, in
croce conficcata nel terreno.
L'alba, su quella spiaggia di Normandia, stemperava in
una luce grigio metallica; il vento, tagliente, era saturo
degli effluvi dell'oceano. Davanti a me una lunga stele
portava incisa la memoria di centinaia di caduti.
In quel giorno del '44. Guardo il cielo plumbeo: ho la macchina
pronta, io sono pronto. Ecco, si apre uno squarcio celeste:
la lunga stele con tutti quei ragazzi sta puntando proprio
lì, verso il cielo, quello azzurro. Tutto intorno,
il grigio. Me ne accorgo mentre scatto:
sto pregando.
Chi è
Alberto Pejrano, 37 anni, italo-spagnolo, è attualmente
art director del settimanale
femminile "Tu" della Mondadori. Come fotografo
ha esordito a "Epoca" per servizi di turismo e
attualità. Ha collaborato,
inoltre, con le testate "Primo Piano", "Panorama",
"Panorama Travel".